John Fante

Questo non è l’inizio di un romanzo, ma ne è il fallimento.

Non scriverei un romanzo, non ne sarei capace, non ho l’andatura di un romanziere, non so progettare amori, scene, spazi, ritorni; Lei magari dovrebbe chiamarsi Camilla, essere messicana, poi dovrebbe conoscere Cioran e saper ballare, lui dovrebbe innamorarsi di lei, distruggersi e poi scrivere la sua agonia ; chiaramente dovrebbe chiamarsi Arturo Bandini, avere una Ford e amare la sabbia del deserto di Los Angeles, dovrebbe avere uno smoking per le feste ed odiarlo. capelli neri di brillantina, le mani delicate, le mascelle spesse, la biancheria pulita e bere vino con l’idrolitina, odiare i luoghi comuni e una macchina da scrivere in una stanza con le finestre sul mare. Lui insomma dovrebbe essere italiano. No signori miei, niente romanzi! non conosco i tempi, le tecniche le paranomasie e le consonanze, ma conosco le regole del gioco : il peccato , la vergogna, l’errore ma anche l’attesa e la preghiera e so che i tempi stanno per cambiare, che il cibo è avvelenato, che i ghiacciai si stanno sciogliendo e che mia madre ha generato un violino. Ho voglia di distruggere con il sangue il pallore di questi fogli con il mio stile, uno stile generoso dove anche tu potrai trovare dimora e cullare le tue paure, sorprenderti nel trovarmi tuo fratello, per sempre.

Ho deciso di essere generoso con l’umanità, farle un regalo, perderla, calpestarla, per poi ritrovarla; lì negli angoli perduti di Bunker Hill, dove puoi sentire ancora bruciare l’incenso degli indiani e la gentilezza dei venditori di fiori venuti dll’est. lì fra le sabbie di Los Angeles, stava spuntando una stella, la stella del ritorno, che è di cenere, torno in stanza, nel mio ginepraio di libri e di cuscini sudati, per parlarvi di un sole sorto troppo  in fretta sui peccati di milioni di uomini, indolenziti nel girare il collo e non vedersi al schiena. Tornare per non morire più per sapere che morire non è liberta; il foglio, eccolo, bianco sovversivo. Scriverò di un testone, un enorme testa che cammina.

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