Di Andrea Zhok

Queste parole di Thomas Mann, borghese e liberale, ma anche mente profonda e onesta, furono redatte nel 1945 e colgono bene ciò che per lungo tempo fu una visione ovviamente condivisa, e che oggi invece viene strumentalmente obliterata dai revisionisti del Parlamento Europeo.
E questo passo chiarisce sin troppo bene quale sia l’effettiva collocazione storica di tali revisionisti, quali le loro inclinazioni, i loro interessi, i loro istinti.

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“Se tra il carattere totalitario del socialismo russo e del fascismo non sussiste alcuna differenza, si può allora sapere da dove venga la risolutezza unanime cοn cui ovunque nel mondo capitalista si preferisce il terrore fascista a quello comunista, il palese proposito capitalista di accettare piu volentieri l’uno anziché l’altro?

La rivoluzione russa, come una volta la grande francese, è υn processo storico che si svolge in fasi di cui l’ultima è appena avvenuta. È cosi irrazionale voler colpire fra grida di scherno una di queste fasi con l ‘altra, com’è irrazionale credere lo stalinismo formi l’immutabile fase finale del processo rivoluzionario. Porre il comunismo russo sullo stesso livello morale del nazi-fascismo, perche entrambi sarebbero totalitari, è nel migliore dei casi superficialità, nel peggiore dei casi è fascismo.

Chi insiste in questa equiparazione puό presentarsi come democratico, in verità e nel profondo del cuore, egli è già fascista e di sicuro combatterà il fascismo in apparenza ed ipocritamente, ma con tutto l’odio soltanto il comunismo.

Nel rapporto del socialismo russo e del fascismo con l’umanità, con l’idea dell’ uomo e del suo futuro, le differenze sono incommensurabili.
La pace indivisibile, il lavoro costruttivo, il giusto guadagno; un consumo comune dei beni della terra; più felicità, meno sofferenza causata solo dall’uomo ed evitabile; un’elevazione spirituale del popolo attraverso educazione, conoscenza, formazione: tutte queste sono mete diametralmente opposte alla misantropia fascista, al nichilismo fascista, al piacere fascista di umiliazione e alla pedagogia fascista d’istupidimento. Il comunismo come la rivoluzione russa cerca di realizzarlo, in particolari condizioni umane, e nonostante tutti i segni di sangue che potrebbero confonderci, è in sostanza – e molto al contrario del fascismo – un movimento umanitario e democratico. Una tirannia? Lo è. Ma una tirannia che elimina I’analfabetismo, lo sappia ο meno, nοn puό essere intenzionata nel cuore a rimanere una tirannia. Una sessantina di anni fa, Nietzsche, un grandissimo pensatore, solo troppo versatile, scherniva la formazione del popolo esclamando: «Se si vuole schiavi, allora si è pazzi ad educare signori». Il socialismo russo non vuole evidentemente nessuno schiavo, poiché educa uomini pensanti.”

(Thomas Mann, “Pace mondiale e altri scrίtti”, Guida, Napoli, 2001, pp. 144-145.)

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