Di Fabio Belli

Il mantra ripetuto più volte a margine di questa sciagurata crisi di governo estiva è senza dubbio quello del taglio dei parlamentari.

Per quanto sia comprensibile il rammarico che una legge approvata già 3 volte su 4 rischi di essere cestinata in caso di fine anticipata della legislatura, viene spontaneo chiedersi se questo processo di revisione costituzionale, che fra l’altro potrebbe essere posto al vaglio dI un referendum confermativo, sia veramente una priorità per il nostro paese o costituisca solo uno specchio per le allodole in materia delle cosiddette leggi “anti-casta” figlie di un populismo becero e dai contenuti superficiali.

Lasciamo da parte tutti i tecnicismi inerenti all’iter legislativo oltre all’aspetto ideologico sulle posizioni dei vari gruppi politici in considerazione di un cambio di scenario per quanto riguarda la maggioranza parlamentare e focalizziamoci sui dati.

Il nostro paese ha in totale 945 tra deputati (630) e senatori (315 oltre quelli a vita) per un totale di 945. La nuova legge li porterebbe a 600: 400 alla Camera e 200 al Senato.

Si tratterebbe di un taglio considerevole che sicuramente porterebbe un risparmio nei costi della politica per quanto riguarda i 345 parlamentari in meno.

Un rapporto del Senato datato 2011 (1) mette in risalto come l’Italia sia al secondo posto per numero di parlamentari nei paesi UE, ma se vogliamo adottare un criterio logico, siccome stiamo argomentando sulla rappresentanza del popolo, dovremmo fare il rapporto tra il numero dei parlamentari e la popolazione. Sempre in base a questo documento sopra citato, l’Italia è al 22 posto su 27 paesi.

Considerando che ai primi posti ci sono gli stati con pochi abitanti tipo Malta, Lussemburgo e Cipro e che stati più popolosi come Francia e Germania sono dopo di noi, potremmo considerarci in una posizione tutt’altro che di sovrarappresentanza. Tra l’altro se la revisione andasse a buon fine, dalla prossima legislatura passeremmo dai circa 64 mila abitanti per parlamentare agli oltre 100 mila scivolando quasi all’ultimo posto in Europa, sebbene questo sia occupato dalla decantata virtuosa ed efficiente Germania.

Visto che la quota del risparmio sui costi consisterebbe principalmente negli emolumenti di deputati e senatori, analizziamo questo dato individualmente.
Prendendo a riferimento un rapporto pubblicato dall’Economist di qualche anno fa (2) si evince che le retribuzioni annue corrisposte ai nostri rappresentanti siano le più alte in Europa e fra le più elevate nel mondo allacciandosi al PIL pro-capite di ogni cittadino e sono comunque in assoluto le più onerose nell’UE in termini effettivi (3).

La domanda sorge spontanea: ha senso perdere tempo in revisioni costituzionali quando una semplice legge ordinaria potrebbe offrire benefici della stessa portata? Dimezzare o drasticamente ridurre i singoli stipendi dei parlamentari potrebbe essere un’alternativa tutt’altro che impraticabile.

Tra l’altro si fa un gran parlare di riassegnare un ruolo centrale al parlamento nel dibattito politico, pertanto ridurne la rappresentanza di oltre 1/3 potrebbe addirittura essere un controsenso.

La via per “iniettare” nei cittadini la fiducia nella politica non dipende dalla diminuzione dei loro delegati, ma deve iniziare dall’affidare ad ogni elettore un potere decisionale maggiore al momento delle consultazioni, eliminando dalle leggi elettorali tutti quei meccanismi subdoli che garantiscono “poltrone” assicurate (liste bloccate, capilista, pluricandidature, escamotage che favoriscano liste civetta etc.) e inserendo dei dispositivi che consentano un controllo sul rappresentante a prescindere dal simbolo a cui appartiene.

Che la legislatura porti pure avanti questa legge di revisione se ci sono i numeri in parlamento e non si voglia vanificare il lavoro svolto in questi mesi, ma l’auspicio è che oltre a diminuire la quantità dei rappresentanti della classe politica, si adottino delle misure che ne possano in futuro aumentare la qualità, accorgimenti che avrebbero senza dubbio dovuto precedere questo più complesso procedimento di modifica costituzionale.

(1) https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00737022.pdf
(2) https://www.ilpost.it/2013/07/19/grafico-stipendio-parlamentari/
(3) https://www.money.it/Stipendi-parlamentari-quali-piu-alti-in-Europa-quanto-spende-l-Italia

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