A Minneapolis si sta discutendo su come smantellare il dipartimento di polizia locale. Si tratta probabilmente di un percorso lungo e di un dibattito tutto politico che deve essere affrontato con serietà. Non si sa ancora nulla su come verrà sostituita la polizia e in cosa consista questo “sistema di sicurezza alternativo”. Perché è difficile immaginare lo smantellamento delle forze dell’ordine – per ora solo a Minneapolis – in uno dei Paesi più violenti e squilibrati del mondo come gli Usa. Gli americani consumano la metà degli psicofarmaci venduti nel mondo (gli Usa sborsano annualmente 450 dei 900 miliardi della spesa globale in antidepressivi); nel 2017 il 2,6% dei decessi negli Stati Uniti era legato all’alcolismo. Dal 1999 al 2017 l’alcool si è portato via quasi un milione di americani. La mancanza di uno stato sociale, il neoliberismo sfrenato, la competitività senza ritegno, le diseguaglianze strutturali e la corsa al consumo a là Black Friday sono tutti fattori socio-economico-culturali che hanno fatto degli Stati Uniti il paese più dinamico del mondo ma anche il più instabile. La violenza fa parte del tessuto identitario americano: non sarà lo smantellamento o il ridimensionamento della polizia a garantire l’armonia sociale tra monadi abbandonate a sé stesse. E poi c’è un ultima cosa. Tra i tanti video delle proteste e dei saccheggi degli ultimi giorni ne ho visto uno che mi sembra il simbolo della drammaticità della situazione: a Cleveland alcuni riottosi cercano di distruggere un ristorante italiano. Non ci riescono: il proprietario esce fuori dal locale in stile John Wayne con un fucile in mano pronto a sparare contro la folla in difesa dell’attività.

Tragedia sfiorata ma questo tipo di stragi rappresentano una sorta di eterno ritorno dell’uguale negli Usa; e in Minnesota, a meno che una brutta sbronza o un tribunale non ti abbiano segnato col marchio di “socialmente pericoloso”, puoi andarti a comprare tranquillamente un fucile. Da usare nel caso come giustiziere della notte.

Insomma, per farla breve: quanto di questa mozione fa parte di un’autentica, necessaria e sincera autocritica e quanto fa invece parte di quella squallida pratica politica che consiste nel mostrarsi estraneo ai fatti, lindo e puro, anche a dispetto delle proprie gravi responsabilità?

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