L’accusa comune mossa al M5S dalla galassia del centro-sinistra è quella, categorica, di aver spianato la strada a Salvini. Dimenticando però il momento appena precedente rispetto all’insediamento del governo. E cioè, che Salvini il suo boom lo aveva già realizzato ampiamente, passando dal 4,9% delle politiche 2013 al 17,3% del 4 marzo 2018, e che di questo balzo in avanti il M5S non ha alcuna responsabilità. Al contrario, è stata colpa dello stesso centro-sinistra, che con i suoi proclami arrogantemente impopolari ha segnato da sé il proprio destino fallimentare. E a quanto pare non si è ancora fermato. Il passaggio della Lega dal 17,3% delle politiche al 34% delle europee è stato poi dovuto anche alla debolezza evidente del M5S e alle sue gravi colpe. E adesso Pd e affiliati non vedono l’ora di veder tornare i pentastellati all’opposizione, umiliati e sconfitti, sperando che il governo cada sul Tav. Ma se questo dovesse succedere, avremmo un governo esclusivamente leghista, di una destra volgare, violenta e affarista, privo del contraltare dei 5 stelle. I quali, per quanto odeboli, hanno ostacolato molte delle pretese del Carroccio. Chissà quanto tempo servirà all’elettorato del Pd per capire che il vero responsabile dell’ascesa di Salvini è proprio il suo partito. Ancora una volta.

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