© Foto: Ministry of defence of the Russian Federation

Gli ultimi scenari che si sono creati in Siria sono tutt’altro che rassicuranti. Mai si era arrivati a questi livelli di tensione militare tra la Nato e la Russia in tutti gli anni del conflitto. Dopo l’attacco chimico del 2013 -arbitrariamente attribuito al presidente siriano Assad- Putin era riuscito a frenare le intenzioni belliche del presidente Obama. Nel 2017, in seguito al secondo attacco chimico -di nuovo attribuito arbitrariamente ad Assad- il nuovo presidente Trump, in carica da 4 mesi e in pieno Russiagate, aveva sferrato un attacco chirurgico alla base militare siriana di Shayrat, di modestissimi risultati militari.

Pochi giorni fa un altro attacco chimico, non ancora dimostrato, di cui -ancora arbitrariamente- è stato accusato Assad. Questa volta le autorità occidentali hanno condannato all’unanimità anche il presidente russo Putin, “colpevole” di appoggiare strenuamente il governo di Damasco. In questo momento, il Mediterraneo orientale e i cieli del Medio Oriente rischiano di essere teatro di una guerra combattuta direttamente da tutte le potenze mondiali. USA, Gran Bretagna, Francia, monarchie del Golfo stanno muovendo le loro truppe verso la Siria.

Il pretesto? Assad usa armi chimiche. Ma non solo non vengono fornite le prove, c’è del peggio: proprio in queste ore il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha bocciato la terza bozza di risoluzione sulla Siria presentata dalla Russia. La suddetta risoluzione chiedeva che fossero mandati degli investigatori dell’OPAC (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche) a Douma per indagare sull’attacco chimico. Proposta bocciata. Questa bocciatura è indicativa del fatto che la comunità internazionale non ha alcun interessa a investigare su false flag create a tavolino.

Si prosegue con le manovre militari senza verifiche. L’Italia per adesso ha già avviato un KC-767, che dovrà fornire sostegno logistico ai caccia americani. L’aereo dell’Aeronautica Militare è stato segnalato nei cieli di Giordania, spazio in cui sarebbe entrato dall’Arabia Saudita.

In queste ore l’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea ha avvertito tutte le compagnie aeree della possibilità di un imminente attacco militare in Siria entro 72 ore, chiedendo alle compagnie la “dovuta considerazione” nel pianificare voli nel Mediterraneo orientale.

Dall’altra parte del fronte, le forze militari russe e siriane sono poste in stato di massima allerta, pronte a rispondere a un attacco militare. In questi giorni l’esercito russo ha attivato gli S-400 e ha avviato 4 jet, i quali hanno sorvegliato a bassa quota il cacciatorpediniere statunitense Donald Cook, salpato da Cipro e diretto in Siria. Proprio il Donald Cook sembra rappresentare la minaccia più imminente. In queste ore l’ambasciatore russo in Libano Alexander Zasypskin ha dichiarato che l’esercito russo si riserva il diritto di “abbattere i missili” e “distruggere le fonti di lancio” se gli Stati Uniti attaccheranno. Significa che, in caso di attacco, le forze militari russe si scaglieranno contro quelle statunitensi. Non c’è scenario peggiore per la pace mondiale.

 

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