Di Giorgio Bianchi

La mia personale opinione è che si stia cercando di trovare una via di uscita diplomatica per coprire un fattaccio che, se di pubblico dominio, necessiterebbe da parte della Russia prese di posizione nette e irreversibili.
Non è la prima volta che la Russia subisce in Siria un abbattimento da forze della NATO.
Non possiamo infatti dimenticare il precedente dell’abbattimento dell’ SU-24 del 24 novembre 2015 ad opera di un F-16 turco (paese membro della NATO). La mie domande sono:

Fino a che punto potremo fare affidamento sul buon senso della Russia di Putin ?

Quale è il “boiling point” dei russi ?

Come è possibile che per ogni sciocchezza parta un can can mediatico ai danni della Russia, mentre difronte a fatti di questa gravità piombi un silenzio tombale ?

L’ONU ha ancora una qualche autorevolezza ?

Quanti anni di martirio dovrà sopportare ancora la Siria prima che il suo territorio possa essere definitivamente bonificato dal terrorismo armato e finanziato dalle petromonarchie, dall’Occidente e da Israele ?

I pacifisti alla Gino Strada e i cosiddetti “intellettuali” (un tanto al chilo) alla Saviano, in quale ripostiglio per le scope si nascondono in questi frangenti ?

L’Europa ha qualcosa da dire in merito al coinvolgimento del suo paese membro, la Francia, in questa azione illegale ?

Il governo italiano si è accorto di qualcosa?

Dove sono i giornalisti che dovrebbero porre alle suddette istituzioni e personaggi queste domande al posto mio ?

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