Nella notte tra l’8 e il 9 aprile la base militare siriana T-4 era stata bombardata. Nell’attacco hanno perso la vita 14 soldati, tra cui sette iraniani. Questa base era infatti considerata l’avamposto militare iraniano in Siria. L’operazione militare era stata lanciata dal Libano, ma sembravano non esserci certezze sulla firma dell’operazione. Il Ministero della Difesa russo aveva subito denunciato che due aerei da combattimento F-15 del regime israeliano avevano effettuato un attacco militare colpendo la base aerea siriana T-4, nella provincia di Homs. Secondo la fonte, sarebbero stati lanciati 8 missili dal territorio libanese. Le unità di difesa aerea delle forze armate siriane sarebbero riuscite a distruggere 5 missili, gli altri tre avrebbero colpito la base. Sarebbero morti anche 7 iraniani e la Repubblica Islamica aveva già annunciato che il raid non sarebbe rimasto impunito. Certo è che Damasco, Teheran e Mosca accusarono Israele che però non confermò né negò la propria responsabilità.

Ieri, una fonte militare israeliana ha dichiarato al New York Times:

“E’ stata la prima volta che abbiamo attaccato obiettivi iraniani dal vivo, sia edifici che persone. Questa è la prima volta che abbiamo visto l’Iran, e non chi agisce per conto suo, fare qualcosa contro Israele. E ciò ha aperto un nuovo periodo”.

La fonte si riferisce al drone iraniano intercettato nello spazio aereo siriano a febbraio. In quel caso, durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, Netanyahu aveva mostrato un pezzo del presunto drone, minacciando direttamente Teheran di una risposta. Questa è arrivata due mesi dopo, in un momento di escalation del conflitto siriano. L’attacco alla base siriana è stato lanciato solo una settimana prima dell’arrivo delle navi da guerra della coalizione USA-Francia-Regno Unito, surriscaldando un’aria già incandescente.

Non è difficile prevedere cosa succederà adesso in Siria, e non si intravedono orizzonti di pace. Come ha dichiarato la stessa fonte israeliana, si tratta della prima volta che Israele e Iran si combattono vis-à-vis, e non tramite mercenari o intermediari. Questo apre la nuova fase della guerra: i terroristi e i mercenari sono stati sconfitti, ora sono direttamente le potenze a scendere in campo. Lo abbiamo visto con l’invasione delle truppe turche della Siria settentrionale, lo abbiamo visto con l’attacco appena rivendicato di Israele contro un obiettivo iraniano in Siria, e lo abbiamo visto con le ultime grandi manovre di guerra nel Mediterraneo orientale, in cui stanno navigando navi da guerra battenti bandiere Usa, britanniche e francesi.

Nel frattempo, questa notte l’agenzia di stampa siriana Sana, ha riportato la notizia di un nuovo attacco missilistico nella provincia di Homs, diretto verso la base militare di Sharyat. I missili sono stati intercettati e abbattuti. Anche qui non sono accertate responsabilità, dal momento che sia il Pentagono che Tel Aviv si sono dichiarati estranei ai fatti.

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