Di Giuseppe Masala

Lascia abbastanza perplessi la piazzata di ieri di Salvini che ha citofonato a casa di una famiglia tunisina chiedendo loro se sono degli spacciatori. Sembra una piccola gag “da campagna elettorale” ma dietro c’è tanto, tantissimo. C’è l’assenza di qualunque remora morale e l’ipocrisia di chi chiede processi nei tribunali per se stesso ma non esita ad esporre alla pubblica gogna delle persone che manco conosce. Senza contare poi il fatto che se Salvini ha bisogno di conoscere spacciatori può tranquillamente rivolgersi ai suoi amici della curva milanista, con i quali è stato più volte fotografato anche da Ministro dell’Interno, e che risultano – manco a farlo a posta – tutti pregiudicati per spaccio di sostanze stupefacenti. Ma dietro c’è soprattutto una generazione (la mia) cresciuta leggendo pochi libri e abbeverandosi troppo a programmi spazzatura come le Jene e Striscia la Notizia.

E questo sarebbe l’uomo che si candida a guidare l’Italia in questi anni ’20 che si annunciano densi di pericolosissimi snodi geopolitici ed economici? Affidiamoci allo Spirito Santo, molto meglio.

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