Il designato Primo Ministro d’Italia Giuseppe Conte afferma di rinunciare al tentativo di formare un governo dopo che il Presidente Sergio Mattarella ha rifiutato la candidatura da lui presentata per il ministro dell’Economia. Il Paese potrebbe ora affrontare una nuova campagna elettorale entro la fine del 2018.
“Il Presidente [Mattarella] ha ricevuto il Professor Giuseppe Conte […] il quale ha restituito il mandato assegnatogli il 23 Maggio per formare il governo. Il Presidente lo ha ringraziato per gli sforzi onorati nello svolgere questa mansione.” Ugo Zampetti, ufficiale interno all’amministrazione presidenziale, ha dichiarato alla Rai:”al termine dell’incontro, Mattarella ha affermato che prenderà una decisione nelle prossime ore riguardo al nuovo voto parlamentare nello Stato”.
Conte conferma il suo fallimento nel formare “Il governo del cambiamento” in Italia, dichiarando “Posso assicurarvi che ho fatto il massimo nel provare a svolgere questo incarico.”
Mattarella dichiara ai media che ha “approvato tutti i ministri ad eccezione del ministro delle finanze” proposto dalla coalizione. “Ho chiesto l’indicazione di un autorevole esponente politico […]. Un esponente che non sia visto come sostenitore di una linea […] che potrebbe provocare […] la fuoriuscita dell’Italia dall’Euro”, ha spiegato.
Il presidente ha convocato Conte nel suo ufficio al fine di trovare una via per rompere lo stallo dei due mesi nella formazione del governo di coalizione dopo l’incontro di simile esito di venerdì terminato infruttuosamente.

La candidatura per il ministero dell’Economia è stata il maggior blocco di esitazione per la creazione del gabinetto del nuovo governo. L’antisistema Movimento Cinque Stelle (MS5) e il suo alleato della coalizione di destra Lega, il quale ha vinto la maggioranza dei posti parlamentari nel voto di Marzo, insistono nell’avere Paolo Savona nel ruolo essenziale.
Il M5S è oltraggiato dalla decisione di Mattarella, con il leader dei Cinque stelle Luigi Di Maio a definirlo “Uno scontro istituzionale senza precedenti” in un video Facebook live.
“Qual è il punto di andare al voto se sono le agenzie di ratings a decidere?” dichiara furioso Di Maio.
Di Maio è arrivato a dire che l’Italia “non è una democrazia”, poiché alla coalizione, che possiede il 60% dei posti in parlamento, è stato impedito di formare il governo da essa scelto.
“La verità è che non vogliono il Movimento Cinque Stelle al governo. Sono molto arrabbiato, ma non finisce qui.” Ha dichiarato.
“Chiedo [al Parlamento] la messa in accusa di Mattarella” afferma Di Maio, definendo “incomprensibile” il rifiuto da parte del Presidente nell’ approvare il governo.
Mattarella ha preventivamente deviato l’accusa, dichiarando di non essere responsabile dell’assestarsi della formazione del governo, avendo egli proposto candidati alternativi per la posizione del ministero dell’Economia, ma che sono stati respinti dalla coalizione.

Paolo Savona è un riconosciuto economista che ha servito il ministero dell’Industria nel 1993-1994 e che ha anche lavorato per la banca di Italia. Tuttavia Mattarella si è rifiutato di nominare l’ottantunenne a causa di perplessità circa il suo criticismo verso l’euro, l’Unione Europea e le politiche economiche della Germania. In un libro, di cui Savona ne è il co-autore nel 2015, discute che l’Italia dovrebbe avere un “piano B” per lasciare l’eurozona con il minimo danno in una situazione che lo preveda.

Da RT- traduzione di Rossana Lerra

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