Di Thomas Fazi

In questi giorni, in seguito alla polemichetta sulla partecipazione di alcune case editrici di destra al Salone del Libro di Torino, si è tornata a parlare di “antifascismo militante”, col solito corollario di accuse di fascismo rivolte a tutti coloro che non si sono allineati all’ennesima crociata. Cogliamo dunque l’occasione per ricordare a questi coraggiosi partigiani del XXI secolo che possono esistere diverse concezioni di “antifascismo militante”. Per quanto mi riguarda, per esempio, oggi questo significa in primis battersi contro quell’architettura economica sovranazionale creata appositamente – come ammise uno dei suoi principali fautori, Guido Carli, ministro del Tesoro italiano ai tempi della firma del Trattato di Maastricht – per «sconvolgere la Costituzione materiale del paese». Ecco, personalmente questo mi pare il tribuno migliore che si possa rendere alle «centinaia di giovani morti» che – come disse Pertini – stanno «dietro ogni articolo della Carta Costituzionale». Ciò detto, che ognuno pratichi l’antifascismo che gli pare e piace. Ma le accuse di fascismo ve le potete mettere nel posto dove non batte mai il sole.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome