Saviano e Fazio

Il monologo di Saviano era sbagliato già dalle parole d’introduzione di Fabio Fazio. Il padrone di casa si è evidentemente tuffato in acque in cui non ha idea di come si nuoti, si sarà fatto consigliare queste paroline di introduzione da qualche impiegato della Rai, e ha fallito prima ancora di cominciare. Fazio ha provato ad abbozzare un quadro della situazione siriana, per orientare nel “giusto” verso un pubblico completamente ignaro sulla guerra siriana, e che ignaro lo è proprio per colpa della pessima informazione Rai, faziosa e propagandistica.

Alle parole di Fazio seguono delle immagini della Siria distrutta, queste si che sono vere, al contrario delle voci fuori campo dei titolisti dei Tg italiani, montate ad hoc per condizionare da subito il pubblico. Sulle immagini delle macerie, le voci fuori campo che titolano i servizi del telegiornale pronunciano continuamente i nomi dei presunti colpevoli, “Assad” e “Putin”, e vengono montate per far capire immediatamente che il cumulo di quelle macerie è stato provocato dai siriani e dai russi.

Poi entra Saviano. Il pubblico de Che tempo che fa accoglie entusiasticamente il Vate napoletano che, protetto dall’aura della scorta e del mito, si sente protetto nel poter dire tutte le minchiate che vuole. E comincia.

 

“Assad sta bombardando la Ghouta uccidendo soprattutto i bambini”

Saviano dice che i bombardamenti russo-siriani sulla Ghouta, sobborgo di Damasco a cinque chilometri dal centro della capitale, sono l’espressione di un assedio che dura dal 2013 contro “una popolazione che non gli è stata leale”. Perché Assad è così che fa quando bombarda una sua città o una regione siriana: “la isola, l’assedia e poi la bombarda”. Saviano dipinge la battaglia di liberazione della Ghouta come una strage compiuta soprattutto contro i bambini, che vengono bombardati mentre stanno a scuola.

Ma la battaglia di Ghouta non è una spedizione punitiva contro una popolazione che non gli è stata leale, ma una battaglia di liberazione di un sobborgo della capitale caduto in mano dei terroristi dall’inizio della guerra. Nella Ghouta la popolazione è usata come scudo umano dai terroristi che la controllano. Ci sono dei filmati in cui si vedono i “ribelli” che fanno sfilare gli alawiti -la minoranza sciita che abita in Siria- in gabbia per le strade (o quel che resta) della regione.

Dalla Ghouta – che secondo Saviano Assad sta bombardando per punirla della sua slealtà- i ribelli fanno partire i razzi puntati direttamente su Damasco, facendo strage di civili. È realisticamente possibile che Assad permetta ai terroristi di bombardare da cinque chilometri di distanza la capitale del suo Paese?

In un’intervista concessa al giornalista Fulvio Scaglione per Gli Occhi della Guerra, suor Yola Girges, una missionaria del Cuore Immacolato di Maria ha detto queste parole:

“Oggi, nel quartiere Taramana, si svolgono i funerali di dodici civili ammazzati dai missili sparati dai ribelli di Ghouta. Due settimane fa un colpo di mortaio è esploso nel giardino della nostra casa. Qualche giorno fa un altro razzo ha colpito un edificio sull’altro lato della strada e tutte le nostre finestre sono esplose. Da settimane, ormai, quando usciamo di casa non sappiamo se faremo ritorno. In questo periodo, inoltre, i terroristi hanno cominciato a colpire proprio quando nelle scuole finiscono le lezioni, per creare ancora più panico.”

L'immagine può contenere: una o più persone, bicicletta e spazio all'aperto

Questa è una fotografia scattata dall’inviato de Il Giornale Gian Micalessin, che l’ha pubblicata su Facebook descrvendola così:

“Damasco oggi pomeriggio. La terrificante immagine della strage del mercato di Kashkoul alla periferia est della capitale. Un missile lanciato dai ribelli di Ghouta ha massacrato 29 civili Ma sono solo i primi provvisori bilanci.”

Saviano dice che Assad sta bombardando la Ghouta per punirla della sua slealtà contro la dittatura, i giornalisti sul posto invece raccontano che Assad sta liberando la Ghouta dai terroristi che quotidianamente commettono stragi. Saviano dice che i russi e i siriani bombardano i civili puntando anche sui bambini, i giornalisti sul posto dicono che dalla Ghouta partono i missili puntati dritti sulle scuole della capitale. C’è differenza tra i bambini della Ghouta e i bambini di Damasco? Non c’è. Ma Saviano cita solo quelli della Ghouta per criminalizzare Assad, dimenticando che questa guerra non è stata voluta dal presidente siriano.

Apertura dei corridoi umanitari

Saviano continua parlando dei corridoi umanitari, e dice che la gente sta tentando in tutti i modi di scappare dall’assedio di Assad attraverso queste vie di fuga. Ma dimentica di riferire che i terroristi sparano sui profughi e non permettono loro di lasciare la Ghouta. Tenendoli in ostaggio nella regione rendono più difficoltosi i bombardamenti russo-siriani, i quali devono evitare -anche se non ci riescono- di fare strage di civili. Assad ha riconquistato circa il 90% della Ghouta e una volta fatta pulizia di terroristi i corridoi umanitari iniziano a funzionare, permettendo ai civili di lasciare quella regione disastrata e di recarsi nelle zone controllate dal governo. Saviano dice che la gente che scappa dalla Ghouta scappa da Assad, le immagini del posto invece riferiscono che la gente scappa dalla Ghouta scortata dall’esercito siriano, il quale è visto dai profughi come un liberatore. 

 

Queste le immagini dei corridoi umanitari. Si vedono chiaramente i profughi mentre evacuano la regione. I corridoi sono scortati dall’Esercito Arabo Siriano.

Saviano prosegue poi il suo discorso accusando il presidente siriano di aver usato armi chimiche contro il suo popolo. Mostra le immagini dell’attacco di Idlib, avvenuto nell’aprile del 2017. L’accusa era infondata, dal momento che nessuno degli accusatori di Assad, né governi né giornalisti, riuscirono a fornire le prove della sua responsabilità nei confronti di quell’attacco. Lo stesso Segretario della Difesa americano James Mattis dichiarò che gli Stati Uniti non avevano prove che potessero incriminare Assad. Eppure Donald Trump diede l’ordine di bombardare un paese sovrano, senza chiedere il permesso a nessuno.

Inoltre, pochi giorni fa l’esercito siriano ha denunciato il ritrovamento di un laboratorio di armi chimiche appartenenti ai ribelli. Le autorità siriane e russe avevano immediatamente denunciato in sede ONU che i ribelli stessero per inscenare un attacco chimico nella Ghouta per incolpare Assad e provocare un intervento militare statunitense, scongiurando così la riconquista della regione. Questa infatti la minaccia dell’ambasciatrice americana permanente all’Onu, Nikki Haley.

“L’Occidente è rimasto a guardare”

Saviano dichiara indignato che davanti a tutto questo l’Occidente non sta facendo niente, si limita a guardare in silenzio. Ma l’Occidente è stato protagonista di primissimo piano di questa guerra. La domanda che deve essere posta è la seguente: chi ha scatenato tutto questo inferno? Sono stati gli Stati Uniti, quando nel 2011 Obama disse che la Siria era una “minaccia per la sicurezza degli americani” e fece scoppiare una guerra per procura contro Assad, armando i “ribelli”, cioè i terroristi, e favorendo la nascita dell’Isis.

L’Occidente non è rimasto in silenzio davanti alla guerra, come dice Saviano. Al contrario, nelle postazioni dell’Isis e dei ribelli riconquistate dall’esercito lealista vengono trovate e mostrate continuamente armi e rifornimenti provenienti dagli Stati Uniti, da Israele, dalla Turchia. Non sono Occidente anche loro? Che cosa ci facevano gli aerei e i cacciabombardieri francesi e britannici in Siria? E l’Australia, il Canada, la Danimarca, l’Olanda, il Belgio? Hanno ammazzato dei bambini anche loro. Secondo l’Airwars, una Ong britannica composta da giornalisti ed ex militari, i russi hanno ucciso 11.000 civili. Gli Stati Uniti ne hanno uccisi 7.000, senza contare le migliaia e migliaia di vittime fatte dai terroristi che hanno addestrato e sostenuto fin dall’inizio della guerra, tra cui anche l’Isis. Saviano dice però che è tutta colpa dei russi.

Saviano dovrebbe capire che il primo grande passo per fermare la morte dei bambini in Siria è quello di informare davvero, e smetterla una volta per tutte di fare propaganda. In questo, lui è responsabile della guerra quanto Assad, Putin, Trump, Erdogan ecc. Se poi non capisce niente di Siria, nessuno lo obbliga a dire la sua su tutte le tragedie che si consumano sotto al cielo.

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