Di Nicolai Lilin

Carissimi, diversi giorni fa ho pubblicato un post dedicato alla “notizia” scellerata del pericolo dei bikers russi che incombe sull’Occidente. Stamattina, con grande sorpresa ho trovato tra i messaggi privati la lettera da Aleksandr Zaldostanov, conosciuto come “Chirurgo”, fondatore del club dei motociclisti russi “I Lupi della Notte”. Lui mi ha chiesto di pubblicare sulla mia pagina Facebook la sua risposta all’articolo del giornale La Stampa, dato che la “democratica” redazione del giornale non ha nemmeno voluto dare lo spazio per la replica dopo aver diffamato lui di persona, la Russia come il Paese, i russi come la razza e i motociclisti in generale.

Di seguito la lettera di Aleksandr Zaldostanov tradotta da me in quattro e quattr’otto stamattina, quindi chiedo perdono per gli errori ortografici:

“Di recente il giornale italiano La Stampa ha pubblicato l’articolo intitolato “I mercenari di Putin salgono in moto. Così stanno infiltrando i Paesi NATO”. In realtà quell’articolo era semplicemente un riassunto del materiale apparso sul sito e sulle pagine del giornale edito da Consiglio sulle Relazioni Estere (Council on Foreign Relations, composto soprattutto da uomini d’affari e leader politici, attualmente conterebbe circa 1400 membri. La sua attività e stata spesso criticata poiché accusata di essere strumentale alla realizzazione della teoria del complotto del nuovo ordine mondiale), noto per la posizione anti russa nella propria distorta e corrotta visione geopolitica fondata sopratutto sugli interessi dei banchieri e speculatori della finanza corrotta.

L’articolo che era apparso sulle pagine della stampa italiana fa parte della campagna propagandistica e diffamatoria attuata in Europa dall’impulso degli oligarchi da oltre oceano e rivolta contro il club di motociclisti russi “I Lupi della Notte” e di tutti coloro che si riconoscono nelle idee e nei valori di questa libera associazione.
Agli individui che trasformano la geopolitica a proprio piacimento, rendendo le nazioni dipendenti dalle regole dei mercati finanziari e sempre più lontani dalle fondamenta della democrazia, fanno paura le iniziative che uniscono le masse, che coltivano i valori come la famiglia, la fede, l’amore per la propria Patria, l’altruismo e beneficenza, la difesa dei più deboli, la costruzione dei rapporti tra le culture. Agli oligarchi che sottomettono i governi e i burocrati ai meccanismi di corruzione fondati sul degradante egoismo non servono i liberi cittadini, ma consumatori e sudditi, rovinati dalle dipendenze di tutti i tipi, quelle che distruggono sia l’anima che corpo dell’uomo. Per questo vedono il nemico nei motociclisti che anziché spacciare la droga o gestire la prostituzione si occupano di beneficenza, coltivano nei giovani la passione per lo sport e per una vita sana, sostengono gli anziani in difficoltà, difondono la fede e il patriottismo.

L’articolo diffamatorio nei confronti dei “Lupi della Notte” è apparso subito dopo le affermazioni fantasiose e paranoiche del presidente della Slovacchia Andrej Kiska, grande alleato degli oligarchi statunitensi e amico intimo dello speculatore internazionale George Soros.
Tutti i materiali di carattere russofobo creati ad arte da molte agenzie d’informazione occidentali fanno parte di una grande campagna di persecuzione della Russia, che in questo momento storico i potenti oligarchi occidentali cercano isolare dal resto del mondo.
Loro non nascondono le proprie intenzioni e dichiarano apertamente che “Washington deve fare pressione sul governo Slovacco e su altri governi europei, per cacciare i “Lupi della Notte” dal territorio UE”. Una logica aggressiva, xenofoba e unilaterale, considerando il fatto che in Russia non esiste alcun divieto sull’attività dei club motociclisti occidentali, molti dei quali operano sul territorio della Federazione con discreto successo.
Si immagina che il Presidente del paese libero ed indipendente, facente parte della UE e NATO, dovrebbe approcciarsi come il garante dei diritti Costituzionali dei cittadini della Slovacchia, rispettare la libertà della parola, quella del pensiero e dell’unione. Ma sopratutto attenersi ad un principio importante sul quale dovrebbe basarsi qualsiasi società che aspira alla democrazia, ovvero alla presunzione d’innocenza. Però il presidente della Slovacchia dimostra che anche se la legge del suo Paese non li permette di calpestare i principali diritti dei cittadini, uno politico può interpretare la legge nei propri interessi, de facto rendendo l’azione illegale parte fondamentale della legalità. Abbiamo già visto tante volte questo comportamento ipocrita dei diversi politici occidentali amanti dei doppi standard.
Nella Slovacchia di Kiska si può essere perseguitati senza aver commesso alcun reato, persino nonostante le dichiarazioni del capo della Polizia che ha confermato che i “Lupi della Notte” non hanno commesso niente di illegale sul territorio slovacco.
Chi possiede una minima capacità di analisi, comprende senza alcune difficoltà che la democrazia in questo singolo caso è stata usata alla pari di un profilattico. Persone che muovono i fili delle marionette della politica occidentale cercano di creare una categoria delle persone che cambiano la loro visione della democrazia, quelli che vedono in essa una momentanea convenienza.
Attraverso questa revisione della democrazia Soros e i suoi simili stabilizzano il loro controllo sul sistema che genera la coscienza delle masse, attraverso il quale riescono a governare sorpassando gli interessi dei popoli, seguendo soltanto la propria corrotta sete del potere.
Però noi non siamo uno gregge ignorante, impaurito ed obbediente che segue il padrone verso il precipizio. Noi non vogliamo far parte dello scenario apocalittico di questi signori.
Abbiamo la nostra strada sulla quale proseguiamo con il nostro Popolo e con le persone che professano le idee simili alle nostre.
Ho ricordato al presidente di Slovacchia che la sezione del club di motociclisti “Lupi della Notte” è stato aperto nel suo paese non per l’iniziativa dei cittadini della Federazione Russa, ma per quella dei suoi concittadini slovacchi, così come altre nuove sezioni del nostro club si aprono in Europa non per il piano attuato a Mosca, bensì perché molti cittadini dei paesi europei hanno trovato nei “Lupi della Notte” la verità è i valori che gli sono stati negati da quella ipocrita, satanica e priva di sani principi gestione del mondo, che i leader come Kiska rappresentano.

In conclusione vorrei rivolgermi a tutti gli italiani tra quali personalmente ho molti amici. Noi in Russia vi vogliamo bene e speriamo che il rapporto di amicizia e scambio culturale cresceranno sempre di più tra i nostri Paesi, alla faccia di chi vuole allontanare i nostri popoli fraterni. Sono sicuro che nessuna propaganda potrà distruggere quei alti valori che hanno sempre distinto l’Italia nel mondo, rendendola la culla della nostra civiltà.
Vi aspettiamo in Russia!

Aleksander “Chirurgo” Zaldostanov, Lupi della Notte, Russia”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome