Di Andrea Zhok

Comunque ogni tanto bisogna ricordarsi chi sono i nemici.

Passeggiando su bacheche altrui mi ritrovo l’ineffabile frase del senatore PD Francesco Bonifazi che incita Conte a “chiudere la lista dei ministri nel week-end e presentarsi ai mercati lunedì mattina, con un governo di qualità già fatto.”

E a stretto giro tra i commenti trovo un distinto signore, che plaude al Bonifazi e scrive senza remore che è assurdo reagire con irritazione, come se si scoprisse “oggi che l’economia comanda il mondo. Non è nessun complotto. Sono solo le regole della globalizzazione di cui bisogna prendere atto.”

Ecco, ci possono essere tante soggettività politiche che ci infastidiscono: gli incompetenti, i populisti, i reazionari, i ‘dirittoumanisti’, i conservatori, i bigotti, però una sola categoria è, per chiunque aspiri ad un’esistenza umana dignitosa, il MALE.

Il male, politicamente parlando, oggi è rappresentato da coloro i quali, forti della propria posizione di privilegio, predicano la resa incondizionata alle dinamiche del capitale, visto come un destino storico.

Sono il male, perché le loro parole, per quanto meschinelle, sono impetuosamente amplificate dal fatto di andare nella direzione della corrente.
E che si tratti della corrente di una rapida dove i più ne usciranno con le ossa rotte (e alla cui fine c’è per tutti una cascata) non li tocca. Abbarbicati sul loro scoglio predicano rassegnazione a chi è portato via dalla corrente, pensando che quello che fanno sia vivere.

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