Putin © Sputnik. Grigory Sysoyev

Ieri si è tenuto il tradizionale incontro di Putin con l’Assemblea Federale, costituita dalla Duma di Stato e dal Consiglio Federale. L’incontro si tiene ogni anno e questa volta ha coinciso con la fine del mandato di Putin, in vista delle elezioni che si terranno il 18 marzo. Durante l’incontro il presidente della Federazione Russa ha definito le condizioni in cui verte il paese e dichiarato gli obiettivi da raggiungere. Soprattutto, ha annunciato il funzionamento di un nuovo missile nucleare che per ora concede alla Russia l’esclusiva sul nucleare. Da qui ha delineato la posizione del paese nel teso contesto internazionale. Poi l’avvertimento agli Stati Uniti e alla Nato.

Il discorso, che si è tenuto nel complesso espositivo del Maneggio anziché al Cremlino come previsto, ha preso le mosse dagli sviluppi tecnologici su cui la Russia ha investito negli ultimi anni, fondamentali per mantenere una situazione di parità strategica con gli Stati Uniti, condizione essenziale per non creare squilibri tra le potenze. Putin rileva che lo sviluppo tecnologico del paese non può rallentare, e che rappresenterà un punto principale dell’agenda politica russa negli anni che seguiranno.

” Siamo riusciti a garantire lo sviluppo della Russia. Non dobbiamo pensare che la stabilità che abbiamo raggiunto si trasformi in rilassamento. Sto parlando dello sviluppo delle tecnologie. Un ritardo in questa sfera è inammissibile”

Lo sviluppo tecnologico è un elemento indispensabile nei rapporti di potenza con gli altri Stati. In meno di vent’anni, Putin è riuscito a trainare la Russia fuori dall’arretratezza tecnologica in cui era rimasta intrappolata negli anni ottanta, che l’aveva costretta ad assumere una posizione debole rispetto agli immensi Stati Uniti, che di lì a poco si sarebbero affermati come unica superpotenza mondiale.

Parallelamente agli investimenti costanti nella tecnologia, dice Putin, verranno incentivate spese per la costruzione di grandi infrastrutture che faciliteranno il trasporto delle merci e dei cittadini: opere poderose come il ponte di Crimea, la ferrovia Transiberiana, autostrade e i porti sull’Artico, sul Mar Nero, sul Mar Caspio e sull’Oceano Pacifico.

ponte di Crimea in costruzione (© Sputnik. Sergey Malgavko)

In più, il presidente russo si è soffermato sulle città. L’obiettivo dei prossimi anni è quello di investire nell’urbanistica delle città, per trasformarle in spazi moderni in cui i cittadini possono vivere la loro vita.

” Abbiamo imparato a migliorare le nostre città: Sochi, Kazan, Vladivostok ne sono un esempio. Dobbiamo continuare in questa direzione per regalare alla gente un’ambiente dove vivere, lavorare, esprimere il loro potenziale. Tutto questo garantisce l’espansione della classe media in Russia”

Modernizzare la Russia. Permetterle di superare quella condizione di arretratezza economica e tecnologica che la teneva inchiodata un gradino (o qualcuno di più) più in basso rispetto ai paesi occidentali. Putin annuncia una restaurazione materiale della Russia -infrastrutture, trasporti, urbanistica- condizione necessaria per la ricostruzione morale  dei suoi abitanti.  Si tratta di un grosso progetto iniziato quasi vent’anni fa, da quando Putin ha preso il potere diventando presidente ad interim nel 1999 e poi dopo l’elezione del 2000.

I numeri dimostrano che le parole del presidente della Federazione Russa non siano soltanto chiacchiere da campagna elettorale, ma la definizione di un progetto politico lungimirante, che guarda la Russia attraverso gli anni, al di là dei programmi dal consenso immediato a cui sono abituati gli elettori occidentali.

Putin ha poi annunciato il dispiegamento di nuovi missili nucleari, avanguardia assoluta, in risposta al piano americano di dislocamento del sistema di autodifesa missilistica nei paesi confinanti con la Russia. In particolare sono stati presentati due missili. Il Sarmat, il missile balistico intercontinentale in grado di perforare il sistema di autodifesa missilistica, e il Kinzhal, il missile aria-superficie a propulsione nucleare, che viaggerà a velocità supersonica.

Sarmat (Ansa)

Putin ha confermato il ruolo indispensabile della Russia nella scena internazionale. Ce lo aveva dimostrato in Siria, in cui è riuscito a stravolgere i piani occidentali nella regione intervenendo militarmente al fianco di Assad. Ce lo avevano dimostrato i numeri.

Alla fine del discorso il presidente russo avverte chiarisce la sua posizione nei rapporti con l’Occidente. Dichiara che la Russia è interessata a cooperare con il mondo occidentale sui punti nevralgici che hanno in comune, sia in materia economica che militare. Purtroppo è il mondo occidentale a mostrarsi ostile nei confronti della Russia, come dimostrano la guerra economica combattuta con le sanzioni (illegittime) e le manovre militari che stanno agitando gli estremi confini dell’Europa orientale. C’è poi la crisi ucraina, che tiene il mondo appeso a un filo.

Il presidente ha quindi conservato uno spazio nel suo discorso per lanciare un avvertimento all’Occidente.

“L’Occidente deve riconoscerlo. Le informazioni che abbiamo presentato ora sulle armi, che non hanno eguali al mondo, non sono un bluff. Smettetela di agitare la barca che si chiama pianeta Terra. Qualunque utilizzo di armi nucleari contro la Russia o un suo alleato verrà interpretato come un attacco contro la Russia ed avrà risposta immediata e con le conseguenze del caso. Nessuno deve avere dubbi su questo”.

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