Pubblicati i documenti forniti agli ambasciatori europei sul caso Skripal

Il quotidiano russo Kommersant ha pubblicato il documento sul caso Skripal presentato agli ambasciatori europei in un briefing riservato svoltosi il 22 marzo. Questo documento, che non mostra alcuna prova che possa incastrare la Russia, oltre alla falsificazione di dati storici, ha spinto i nostri politici per schierarsi in blocco contro la Russia e ad espellere i diplomatici.

Ieri il quotidiano russo Kommersant ha pubblicato il dossier sul caso Skripal distribuito agli ambasciatori europei il 22 marzo durante un briefing tenutosi presso l’ambasciata britannica a Mosca. Si tratta di un PowerPoint di 6 pagine che ha spinto le autorità politiche occidentali a sancire l’espulsione di più di 100 diplomatici russi dagli Stati Uniti, dal Canada, e da 14 Stati europei, tra cui l’Italia del dimissionario governo Gentiloni, come annunciato dalla Farnesina.

Il documento in realtà non aggiunge niente di nuovo alle accuse infondate mosse dal governo britannico: nessuna prova, nessuna evidenza del coinvolgimento russo, viene solo fornita la giustificazione di un sospetto. E questa giustificazione viene ribadita senza un contraddittorio, dal momento che le autorità russe non hanno ottenuto il permesso di compiere le loro indagini.

Come si legge nel comunicato del Ministero degli Affari Esteri russo:

“la popolazione del Regno Unito è tenuta all’oscuro dei momenti chiave di questa grave minaccia prospettata dall’incidente, il numero totale delle vittime è sconosciuto. Informazioni sull’attività del laboratorio segreto situato vicino a Salisbury, a Porton Down dove, come tutti sanno, si sono condotte attività sulla produzione di armi chimiche, sono state messe a tacere. Le informazioni di esercitazioni militari britanniche in questo centro, nel corso delle quali sono stati testati metodi di lotta contro la contaminazione chimica e biologica, avvenute il giorno antecedente l’avvelenamento degli Skripal sono state tenute nascoste. […] Considereremo tutto questo un tentativo di attentato alla vita di nostri concittadini come risultato della più grande provocazione politica”.

La portavoce del Cremlino Maria Zakharova ha scritto sulla sua pagina Facebook:

“E ‘ il fallimento di Theresa May. La più grande manipolazione dell’opinione pubblica mondiale, che coinvolge le autorità britanniche, è stata rivelata.
Lo apprezzo. Sulla base di 6 immagini, sono state adottate decisioni di responsabilità dello stato in un attacco chimico.”

Come è possibile tollerare il taglio netto dei rapporti diplomatici con un Paese che si estende per 117 milioni di km² , che da solo copre un sesto delle dimensioni del pianeta? Come è possibile accondiscendere a manovre politiche globali di tale portate senza lo straccio di una prova? Siamo abituati a politici che firmano trattati internazionali senza neanche dare loro un’occhiata.

Le cose non sono andate diversamente con questo documento: un banale PowerPoint senza l’evidenza di una prova o di un argomento, che rimescola vecchi casi di omicidi politici anch’essi mai dimostrati con delle prove, che ripropone vecchie menzogne storiche ormai sbugiardate da tutti.

L’intero Occidente ha preso la decisione di dividere il mondo in due sulla base di questa carta straccia? Basterebbe questo a dimostrare che il caso Skripal è soltanto una bufera mediatica russofobica, l’ennesimo tassello di manovre necessarie ad isolare la Russia da ogni coinvolgimento internazionale, per punirla di non aver ceduto alle provocazioni delle Rivoluzioni colorate e di Piazza Maidan ; per punirla di aver stravolto lo scacchiere del Medio Oriente intervenendo in Siria nel 2015 scongiurando l’assassinio di Assad; per punirla di aver dimostrato di possedere l’esclusiva nucleare.

E gli Stati Uniti tentano disperatamente di aggrapparsi ad ogni mezzo pur di conservare quel che resta del suo fallimento epocale, e lo fa anche tramite i suoi Stati satellite come la Gran Bretagna, ridotta a ruolo di burattino, umiliata dalla storia. In questo quadro geopolitico Putin, da buon lottatore di judo, non scaglia il primo colpo ma aspetta la mossa dell’avversario. Questa tattica ha permesso alla Russia di tornare grande sulla scena internazionale: Putin ha collezionato alcuni dei suoi più grandi successi politici di riflesso ai fallimenti che l’Occidente ha raccolto in giro per il pianeta. La Crimea torna in Russia, ma solo dopo il colpo di Stato di Euromaidan organizzato dagli USA; Putin è diventato arbitro del Medio Oriente, ma solo dopo 17 anni di guerra inconcludente provocata anch’essa principalmente dagli USA.

Dobbiamo capire che le continue provocazioni contro la Russia -sia quelle mediatiche come il caso Skripal sia quelle militari come l’accerchiamento della Federazione- non conducono in nient’altro punto se non alla corsa al riarmo. E paradossalmente è proprio questa corsa al nucleare che garantisce la non attaccabilità, pegno la distruzione reciproca, né degli Stati Uniti né della Russia, e quindi la pace. A meno che uno dei due, per sbaglio, o per pura follia, non dovesse dare un ordine che metterebbe fine a tutto ciò che conosciamo.

Qui il PDF del documento:

UK_Briefing

 

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