Di Alberto Moravia

“La storia universale secondo la noia era basata sopra un’ idea molto semplice: non il progresso, né  l’ evoluzione biologica, né il fatto economico, né alcun altro dei motivi che di solito si adducono da parte degli storici delle varie scuole, era la molla della storia, bensì la noia. Assai infervorato per questa magnifica scoperta, presi le cose alla radice. In principio, dunque, era la noia, volgarmente chiamata caos. Iddio, annoiandosi della noia, creò la terra, il cielo, l’ acqua, gli animali, le piante, Adamo ed Eva; i quali ultimi, annoiandosi a loro volta in paradiso, mangiarono il frutto proibito. Iddio si annoiò di loro e li cacciò dall’ Eden; Caino, annoiato d’ Abele, lo uccise; Noè, annoiandosi veramente un po’ troppo, inventò il vino; Iddio, di nuovo annoiatosi degli uomini, distrusse il mondo con il diluvio; ma questo, a sua volta, l’ annoiò a tal punto che Iddio fece tornare il bel tempo. E così via. I grandi imperi egiziani, babilonesi, persiani, greci e romani sorgevano dalla noia e crollavano nella noia; la noia del paganesimo suscitava il cristianesimo, la noia del cattolicesimo, il protestantesimo; la noia dell’ Europa faceva scoprire l America; la noia del feudalesimo provocava la rivoluzione francese; e quella del capitalismo la rivoluzione russa. Tutte queste belle trovate furono annotate in una specie di specchietto; quindi, con grande zelo, cominciai a scrivere la storia vera e propria. Non ricordo bene, ma non credo di aver oltrepassato la descrizione molto particolareggiata della noia atroce di cui soffrivano Adamo ed Eva nell’ Eden, e come, a causa appunto di questa noia, commettessero il peccato mortale. Quindi, annoiato a mia volta del progetto, lo lasciai lì.”

Da La Noia, Bompiani, 1960

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