Di Pino Cabras

Il presidente della Commissione europea Juncker, dopo aver massacrato la Grecia assieme ad altri eurobulli ed eurobulle, dice: sono un po’ stanchino; forse che forse siamo stati un tantinello violenti; forse l’austerity si è spinta troppo avanti; forse non siamo stati solidali.
Ma va? Davvero?
Davvero davvero? E dai!
Chiunque abbia un minimo di onestà non ha aspettato questo rantolo terminale per giudicare la tragedia greca del XXI secolo.
Abbiamo visto che i rapporti di forza agivano ormai senza diluizioni, senza veli, con atti di meccanica bruta, come in una guerra di occupazione crudele.
La Grecia sarebbe stata sufficientemente piccola da poter disinnescare il suo debito sovrano senza spargimenti di sangue, senza imporre fiscalità assassine, senza deprimere l’economia, ecc. Eppure le sono state imposte regole rigidissime, totalmente insensate e destinate a fare un buco nell’acqua. Solo un mondo intellettualmente fallito di pseudo-economisti traditori e ben pasciuti poteva insistere per anni sull’«austerità espansiva» (ossia praticare il salasso agli anemici aspettandosi di aumentare la massa sanguigna: puro nonsense). Si è abusato impunemente di un intero popolo, quello greco, che aveva la colpa di non essere numeroso e di avere un PIL che incideva sull’Europa quanto quello della provincia di Treviso sul PIL italiano.
La spirale del debito non veniva interrotta ma sovralimentata. Persino negli algidi trattati tecnocratici europei, da Maastricht in poi, è scritto il sacro principio della “Solidarietà fra gli Stati membri”. I padroni del laboratorio europeo hanno invece deciso che quell’ingrediente doveva restare una lettera morta sul ricettario. E ora osano persino dirlo senza fare però una vera autocritica.
Per loro saremo sempre i soliti PIGS, maledetti maiali-cicala.
In vista delle #europee2019, diventa sempre più chiaro cosa dobbiamo rovesciare: un intero quadro politico di autentici nemici del popolo.

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