Di Giuseppe Masala

Il 2agosto 1944 gli ultimi 3/4000 internati dello zigeunerlager furono sterminati. Oggi si ricorda quell’avvenimento.
Nel gennaio del 33, su ordine di Himmler, vengono rastrellati i ghetti dov’erano stati confinate le popolazioni Rom Sinti e Caminanti, trasportando migliaia di persone ad Auschwitz/Birkenau, dove il medico era Josef Mengele, l’angelo della morte.
Nei 17 mesi successivi nello zigeunerlager vengono perpetrate le peggiori atrocità di cui i nazifascisti si sarebbero resi colpevoli, e non ho intenzione di soffermarmici.
Nella notte del 16 maggio del ’44 si sparge nel campo la voce dell’imminente spostamento nelle camere a gas di tutti i superstiti, (il settore era accanto al crematorio) per fare spazio a nuovi internati, ancora in forze ed in grado di lavorare.
Alle prime luci dell’alba le SS dirette verso il campo si trovano davanti una scena senza eguali nel corso dell’operazione di sterminio nazista: uomini,donne e bambini del lager schierati all’ingresso armati di spranghe, fil di ferro, bastoni, ogni strumento di lavoro posseduto.
Le SS sparano, ma la resistenza è feroce e il sangue ariano scorre a fiumi, quindi, dopo vari tentativi, per paura che anche i nuovi arrivi si uniscano alla rivolta, si ritirano. Una disfatta non concepibile da Himmler e Hitler.
Nelle settimane successive si comincia ad organizzare la deportazione di 1000 giovani “zingari” ancora abili al lavoro forzato verso Buchenwald, a luglio altri 1000. Le donne vengono portate a Ravensbrück. Ad Auschwitz restano in 3 o 4000, i più deboli,i vecchi, ed i bambini.
Questi sono coloro che verranno sterminati, nonostante un’ultima disperata resistenza, la notte del 2agosto
Nell’arco dell’esperienza nazifascista in Europa verranno sterminati mezzo milione di “zingari”, eppure solo in Ungheria il porrajmos è riconosciuto come ricorrenza.
Ne la Germania ne l’Italia hanno mai incluso le popolazioni Rom tra i destinatari delle azioni riparatorie economico-culturali di cui le altre vittime di sterminio hanno beneficiato. Ancora nel 1950 il ministro degli interni tedesco sosteneva che la persecuzione fosse dovuta al comportamento criminale ed antisociale intrinseco degli zingari.

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