Di Andrea Zhok

Capita che uno si chieda come sia stato possibile che nel passato ci siano state cose orribili come i roghi delle streghe, i pogrom degli ebrei, la caccia agli untori…

E poi magari uno può avere l’inclinazione a pensare che, però, erano altri tempi, tempi oscuri, in cui bastava mettere in giro un sospetto, una calunnia, una voce maligna, che essa poteva levarsi da terra sulle ali dell’ignoranza e montare fino a travolgere ogni equilibrio, ogni buon senso, ogni capacità di tener ferme probabilità e plausibilità, per sfociare nello scatenamento di impulsi primordiali, pulsioni di vendetta, risentimento, distruzione.

Chi però crede che gli uomini siano oggi davvero diversi da quelli si illude. A divergere rispetto a quei tempi oscuri è (od era) solo un po’ di cultura comune, creata da istituzioni come la scuola dell’obbligo. Insomma, un’epidermide formativa labile.

Tutto ciò oggi sembra mostrare la corda.

Il livello di puro, distillato, esemplare, delirante complottismo che si sta facendo strada nelle ultime settimane mi ha fatto balenare agli occhi come plausibile uno sversamento massiccio di allucinogeni nelle tubature dell’acqua potabile. Temo però che le ragioni reali siano una volta ancora meno avventurose.

Oggi tutti si preoccupano delle cose più inverosimili, e SOLO delle cose più inverosimili.

Per dire, l’attuale crisi potrebbe portare ad una spinta decisiva verso la robotizzazione della produzione, già in corso da tempo, che ha già prodotto seri problemi, e che potrebbe avere un’impennata nei prossimi mesi ed anni.

Ma di ciò non parla nessuno.
L’angoscia è tutta guidata dai modellini statofobici bevuti col latte materno e la TV americana.
Ossignur, mi metteranno i microchip nel cervello per controllarmi.
Ommamma, avrò la app sul telefonino che dice all’FBI quante volte sono andato in bagno oggi.
Omadunina, c’è un piano di Voldemort per mantenere il lockdown per tutta l’eternità e per vietarci per sempre di abbracciarci (cosa che prima, sulla scia di un secolo e mezzo di competizione capitalistica all’arma bianca, facevamo davvero tantissimo…).

Ecco, se devo esprimere qual è la mia più profonda, più seria preoccupazione ‘sociologica’ per il tempo a venire, è che verrà in evidenza pubblica, nella maniera più tragica, il risultato di mezzo secolo di neoliberismo: la demolizione di ogni capacità di giudizio nella cittadinanza democratica.

Quello che mi terrorizza è che potremmo assistere ad uno showdown che porterebbe ‘i più’ a riconoscere che ‘i più’ sono assolutamente inaffidabili, che il demos non è capace di democrazia, è pericoloso, confuso, ignorante, prono al caos.

Sappiamo tutti che questa narrazione è stata promossa costantemente dalle élite in tempi recenti. Ma finché l’élite è rappresentata appunto solo da quelli che vi fanno parte, le sue opinioni non possono divenire opinione pienamente dominante.

Ma nel contesto presente l’obiettiva fragilità degli strumenti razionali dei più può emergere in forme sufficientemente aberranti da richiamare per reazione, e questa volta con il consenso generale, una ‘stretta disciplinare’, senza gli ‘orpelli del controllo democratico’.

Il Leviatano non si imporrà sicuramente con le app e le mascherine. Ma si potrebbe imporre come reazione difensiva davanti al montare fuori controllo di milioni di opinioni brade, sempre più autoreferenziali, sempre più bellicose, che dopo essersi rinforzate vicendevolmente per mesi contro nemici più o meno fantasmatici, arrivasse all’esplosione.

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