Di Lorenzo Villani

“Non è affatto vero che io non credo nel Progresso, io credo nel Progresso. Non credo nello Sviluppo. E nella fattispecie in questo Sviluppo. Ed è questo Sviluppo che dà alla mia natura gaia una svolta tremendamente triste, quasi tragica.”

In un’epoca in cui l’individualismo è il tratto caratterizzate di ogni atomo sociale è quanto mai necessario sottolineare la funzione che la dimensione individuale può ottenere se mirata ad emergere nelle contraddizioni della realtà sociale e nel sistema sociale nel suo complesso.

L’ottica pasoliniana

 A tal fine, l’opera pasoliniana offre una prospettiva interessante da cui osservare le dinamiche proprie dell’individuo. È in Pasolini che si concretizza il verbo e l’azione dell’individuo in rapporto alla collettività. La produzione letteraria dell’intellettuale italiano, infatti, offre un punto d’osservazione dal quale scrutare i fenomeni che si innescano quando il ritratto individuale si rapporta alla collettività.

Pier Paolo Pasolini 1922 – 1975 – Dalle borgate al mito greco (2 ...
Immagine tratta da “Accattone” (1961)

Le descrizioni e i racconti che Pasolini ci offre rimandano ad una realtà concreta composta da diseguaglianze, miseria, periferie dimenticate, sfruttamento. Le categorie d’analisi sociologica sono il mezzo necessario che ci consente di analizzare tali dinamiche immutate.

I personaggi e l’individuo

Ogni personaggio dell’opera pasoliniana ci viene descritto come pervaso da un’eterna solitudine, la quale è impossibilitata nel ritrovamento di una sua dimensione e via d’uscita nel quadro di una società industriale in pieno avanzamento. È proprio tale società che merita attenzione. Trattasi del sistema sociale dei consumi, dell’apparenza, che va avanti e si aspetta che anche i suoi membri facciano lo stesso.

Durkheim, nei saggi sulla divisione del lavoro, afferma che l’ordine sociale è reso possibile dall’opera di ciascun individuo che interiorizza il suo ruolo all’interno della società e in virtù di tale sua facoltà consente un equilibrio quanto mai necessario al mantenimento dell’equilibrio degli altri individui.

Mamma Roma
Immagine tratta da “Mamma Roma” (1962)

Ma la società di cui si sta parlando pare che non abbia interesse nel fatto che tutti i suoi segmenti rispettino tale compito. A meno che non si tratti dei suoi vertici. E infatti, c’è coerenza con quanto affermato finora se si sostiene che paradossalmente è compito delle classi sociali più disagiate non rispettare tale equilibrio.

A dimostrazione di quanto detto finora, i personaggi di Pasolini, violenti, proletari e periferici, non adempiono a tale compito. Essi dimostrano ostilità nei confronti di un ordine sociale a loro avverso.

“[…] Dunque la solitudine è ancora più grande se una folla intera attende il suo turno: cresce infatti il numero delle sparizioni – l’andarsene è fuggire – e il seguente incombe sul presente come un dovere, un sacrificio da compiere alla voglia di morte.” (Pier Paolo Pasolini, Versi del testamento. La solitudine).

L’alienazione individuale

È nell’individuo di Pasolini che si concretizza un altro fenomeno assai rilevante: l’alienazione. Fenomeno che in ottica marxista descrive il grado di allontanamento dalla realtà che affligge le vittime di ogni società industriale avanzata.

Frutto di dinamiche interne ai rapporti di forza presenti all’interno della società, l’alienazione conduce verso un livello di smarrimento dal vero che porta l’individuo ad estraniarsi da ogni dinamica a lui vicina.

Accattone Review - Craig Skinner On Film Craig Skinner On Film
Immagine tratta da “Accattone” (1962)

Tali caratteristiche, infatti, vengono incarnate da ogni protagonista che Pasolini produce nel suo immaginario. Ci vengono così forniti racconti abitati da personaggi che, nel piccolo della periferia che abitano, osservano la società in ottica estranea, guardandone con disprezzo i suoi comportamenti, le sue relazioni e il suo sviluppo.

Osservando tali dinamiche in un’ottica francofortese noteremo come l’alienazione sia prodotta nel preciso interesse delle classi dominanti, le quali fanno in modo da ottenere “l’esercito di Riserva” (come indicato da Marx) ai fini del mantenimento dell’ordine sociale prestabilito.

La religione

Altro elemento che si colloca in primo piano in materia di interesse sociologico è la religione. Secondo Pasolini, infatti, essa risulta essere il motivo per cui non si è ancora giunti alla dissoluzione della collettività.

La religione, insieme all’istituzione della famiglia, rappresenta  l’argine al mantenimento e alla salvaguardia dell’entità individuale dinanzi ad una collettività che intende omologare l’intero ordine in virtù della figura individuale. Non a caso, Durkheim ci ricorda che è proprio la religione che rappresenta il principale strumento di difesa dal pericolo dell’anomia che minaccia le società moderne.

“Per la prima volta in questi ultimi mesi ho in qualche modo concepito un’idea, sia pure immanentistica e scientifica di Dio. […] la realtà è un linguaggio! Bisogna fare la semiologia della realtà, altro che quella del cinema! Ma se la realtà parla, chi è che parla e con chi parla? La realtà parla con se stessa: è un sistema di segni attraverso cui la realtà parla con la realtà.” (Pier Paolo Pasolini,in “Gente”).

L’interrogativo che l’analisi pasoliniana rilancia consiste nel prendere in esame la società, partendo dall’individuo come lente d’ingrandimento delle dinamiche e dei conflitti che la attraversano.

dal Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini | Il sasso nello ...
Sul set de “Il vangelo secondo Matteo” (1964)

La rilevanza che Pasolini dedica al potere, in quanto apparato coordinatore dei rapporti e degli equilibri presenti in una società, rappresenta il punto di partenza da cui procedere per un’analisi complessiva delle società occidentali.

È a tal proposito utile per i fini di un’esauriente analisi sociologica osservare come le dinamiche contemporanee vengano descritte nelle opere di Pasolini, che più di ogni altro ha evidenziato l’importanza e il protagonismo degli ultimi, dei poveri e degli oppressi.

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