Da Senso Comune

Una partita di pallone, la Supercoppa italiana fra Juventus e Milan che si disputerà a Gedda il 16 gennaio, ricorda a tutte le forze politiche quanto sia imbarazzante intrattenere rapporti con una monarchia assoluta che impone addirittura settori separati per uomini e donne negli stadi.

Dalla Lega calcio, che incasserà 21 milioni di euro in 5 anni per tre incontri disputati in Arabia Saudita, arriva un clamoroso e ipocrita ribaltamento della frittata: siete voi che non capite, dicono, la partita servirà anzi ad accendere i riflettori sui diritti umani! Ma ci credete così idioti? Saranno Ronaldo e Donnarumma a far retrocedere un governo che avrebbe appena commissionato lo squartamento di un giornalista dentro una sua ambasciata?

Ma magari il problema fosse solo l’ipocrisia del pallone tricolore. Il problema vero è la nostra politica, che ora si scandalizza compatta, ma che con i sauditi ha sempre fatto affari in nome del petrolio e del denaro. Chiudendo tutti e due gli occhi su una tirannia che esporta nel mondo il fondamentalismo islamico e massacra i civili in Yemen.

Il governo di Lega e 5 Stelle non ha finora cambiato idea sui sauditi. La fabbrica di armi RWM in Sardegna esporta nel Paese le bombe che gli aerei del sultano sganciano sui bambini yemeniti. Per il sottosegretario leghista agli esteri e il suo partito rinunciare alle ricche commissioni per la fornitura di armi sarebbe però sbagliato.

Che sia per il pallone o per le armi, i soldi dei sauditi profumano sempre.

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