Di Giuseppe Masala

Davvero incredibile il conflitto che sta nascendo tra Italia e Germania sulla Capitana della Sea Watch. Ieri addirittura il Presidente della Repubblica tedesca Steinmeier ne chiedeva la liberazione, oggi rilancia il loro ministro dello sviluppo Mueller. Ma non erano loro quelli che volevano sanzionare Polonia e Ungheria perchè i governi locali avevano minato l’indipendenza della Magistratura quale sacro principio delle democrazie liberali ai quali l’Unione Europea si informa? No, perchè il Governo Italiano non ha alcun modo per influenzare le decisioni della magistratura italiana. Se Carola Rackete è arrestata, è arrestata per decisione della Magistratura e non di Salvini. L’unica cosa che può fare la politica – per il poco che capisco io – è che il Presidente della Repubblica firmi la grazia in caso di condanna definitiva. Ma è roba che passano anni, credo.

Dall’altro lato stupisce che la Germania parli di non condannabilità di chi “salva vite in mare”. Magari anche i manager della Thyssen Krupp condannati per la strage all’acciaieria di Torino erano qui a scopi umanitari? No, perchè i tedeschi si rifiutano di consegnare queste persone alle autorità italiane per scontare la pena. Non vorrei che nella mente dei tedeschi ci sia questo retropensiero: i cittadini tedeschi in Italia possono fare esattamente quello che gli pare in quanto appartenenti alla razza ariana. Ecco, qui siamo alla logica del Feldmaresciallo von Kesserling che in Italia ben l’ha applicata a partire dalle Fosse Ardeatine.

Infine stamane ci si mette pure il commissario europoide tedesco Oettinger (quello che diceva che avrebbe portato i carrarmati a Roma): minaccia ancora questa benedetta procedura di infrazione che non sta né in cielo né in terra.

L’Europa se è questa non finirà tanto bene.

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