Se è vero che lo stato siamo noi non chiedetemi cosa potete fare, fatelo, non è difficile farsi sentire, ed io ve ne sarò grato a vita.

Ma sopratutto, per favore, non chiedetemi di andare via.

Io sono un cittadino esattamente come voi, ho avuto la sfortuna di incappare nel sistema che la nostra indifferenza ha generato.

Potreste trovarvi nella mia stessa situazione, e cosa direte ai vostri figli, scappiamo tanto non cambia niente?!?.

Cosa credete che mi faccia piacere essere costretto a postare minacce e indifferenze dello Stato e dell’antistato per rivendicare i miei diritti costituzionali alla vita?

Ne farei volentieri a meno di dormire 3 ore a notte, di combattere contro non so più quale nemico, di sopravvivere.

Se l’Italia è diventata il paese in cui si commemorano i morti e si lasciano morire i vivi non sentitevi indignati, sentitevi responsabili, questo è quello che abbiamo permesso.

Sta a voi scegliere del futuro, cosa lasciare ai vostri figli.

Io non scappo, se dovessi decidere di andar via lo farò da uomo libero, e non costretto da Stato e Camorra.

Denuncio, combatto dentro e fuori i tribunali, è il mio modo di rendere questa terra un posto migliore.

L’ho scelto, e più di morire per quello in cui credo, non posso.

Buona domenica a tutti.

Luigi Leonardi

 

*Luigi Leonardi è un testimone di giustizia. Dal 2001 si sono presentati nelle sue attività commerciali grossi esponenti di cinque clan di camorra per riscuotere estorsioni pesantissime. Luigi all’inizio si rifiuta di pagare, e la sera stessa finisce in ospedale e affronta 3 interventi delicati.

Ritornato al lavoro Luigi inizia a pagare. Poi denuncia con nomi e cognomi. Le sue testimonianze innescano una serie di processi decisivi, che portano all’arresto di importanti esponenti dei clan. Eppure, nonostante sia un testimone di giustizia, non gli viene assegnata la scorta se non dopo molto tempo.

Poi il declassamento da testimone a collaborare di giustizia, da martire a “pentito”. Per via di una parentela di quarto grado con un delinquente, Luigi viene considerato un malavitoso.

Rifiuta queste condizioni imposte dallo Stato che lo ha tradito :“Ho sempre la scorta, sono un cittadino sottoposto a tutele. Ma non voglio essere un collaboratore di giustizia. Delle due l’una: o sono una persona onesta o sono un delinquente.”

Oggi, dopo 17 anni dal primo incontro con gli estorsori, dopo aver fatto arrestare e condannare grossi esponenti di clan camorristi, Luigi Leonardi si sente ancora abbandonato dallo Stato. Ma non si arrende, non la dà vinta ai camorristi.

La redazione de Gli indifferenti è imprescindibilmente schierata dalla sua parte. Puntiamo il dito contro lo Stato, che manca in quelle terre che macinano carne da cannone per la criminalità, perché lo Stato non c’è.

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