Di Giuseppe Masala

Dalle incredibili vicende che oggi rivedranno il ritorno al potere del PD, il partito delle élites, il partito filotedesco e filoeuropoide per costituzione possiamo trarre alcune considerazioni credo – e temo – definitive.
Inutile dire che per quanto mi riguarda siamo di fronte al più grande furto di democrazia della storia della Repubblica. Un’operazione sporchissima, che ha portato il M5S che per definizione era percepito dai suoi undici milioni di elettori come antisistema a diventare la stampella del sistema. Anzi, molto peggio che una stampella del sistema: il Movimento è stato letteralmente hackerato dalle élites e trasformato nel suo esatto contrario.

Ma come è possibile che un partito antisistema possa subire in pochi mesi una simile operazione senza che si attivassero delle difese immunitarie? La risposta è semplice, geneticamente il Movimento Cinque Stelle non ha difese immunitarie. Non può averle.
Il Movimento Cinque Stelle si fonda su un assunto fondamentale: <<Non esistono soluzioni di destra e soluzioni di sinistra. Esistono soluzioni giuste e soluzioni sbagliate.>>. Soluzioni concrete a problemi concreti senza dunque una visione ideologica complessiva. Questa visione che è stata la fortuna elettorale del MoV. perchè calamitava i voti degli scontenti sia di destra che di sinistra alla prova del governo e della lotta nell’agone parlamentare (e degli agguati nei corridoi delle istituzioni) si è dimostrata fragile. Fragilissima. Quando si andava a fare una scelta inevitabilmente o si scontentava quella parte di destra o si scontentava quella componente di sinistra. Il Partito rischiava perennemente l’implosione e per non implodere era costretto a esercizi di equilibrismo sempre più acrobatici. Fino alla caduta finale.

In passato l’Italia ebbe un partito antisistema. Il Partito Comunista. Ma era un partito dotato di una teoria organica, efficace, logica e razionale. Una teoria sedimentata nel corso di un secolo di studio, e di un secolo di lotte spesso sanguinose. Era praticamente impossibile che il partito venisse inglobato e hackerato da quelle élites che voleva scalzare. Aveva i suoi politici, i suoi intellettuali, i suoi uomini di governo. Non era costretto come il MoV a prendere per la strada un oscuro professore di Firenze che per “sentito dire” era una così brava persona e vestiva così elegante per poi scoprire nel corso del tempo che era un infiltrato del nemico, un uomo di rara ambizione e di rara spregiudicatezza che ha prima tagliato i ponti con il vecchio alleato per poi spingere il partito verso il sistema, verso i rappresentanti di quelle élites. Un europeista che guidava un governo eurocritico, già questo basta per vedere chiaramente il livello di rara doppiezza e lingua biforcuta di questo damerino con la camicia inamidata.

Ora non rimane che lottare dal basso. Purtroppo Di Maio è stato sconfitto e non c’è praticamente nessuno. Ma noi conosciamo bene la forza dello sberleffo sui social. Può apparire poco. Ma quello ci rimane. Chi vuole appoggiare questo obbrobrio perchè ci danno il “plastic free” faccia pure (poi magari ti incatenano a Berlino con una modifica del Mes mortale). Chi vuole credere a questo mentitore seriale, a questo ladro di democrazia a servizio del Giglio Magico faccia pure. Io mi rifiuto.

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