Di Toni Capuozzo*

Non è solo un’illusione, a morire all’aeroporto di Kabul. Muiono, uccise dalla calca o da colpi d’arma da fuoco, anche persone. Il trionfale discorso del nuovo capo dell’emirato islamico dell’ Afghanistan ha promesso rispetto e mani di velluto. Vent’anni dopo neanche i talebani sono più gli stessi ed è lecito pensare che il loro emirato non sarà la copia fedele di quello dell’Isis (con il quale spesso i talebani si sono scontrati armi alla mano). Ci saranno porte aperte agli investimenti cinesi (nonostante gli uiguri, pecunia non olet anche nelle lingue locali) e attenzione benevola al peso del vecchio invasore russo, che controlla la cintura di paesi a nord, dove si sono rifugiati l’ex presidente e intere brigate di corpi speciali in fuga. C’è poco da sperare per i diritti delle donne, specie a Kabul, la città del peccato, del proibito, della contaminazione occidentale. Il resto -musica o aquiloni – sono dettagli. Difficilmente l’Afghanistan diventerà trampolino per nuove avventure qaediste, ma di sicuro sarà un simbolo: l’America può essere sconfitta, l’Europa è buona solo per migrarci. Ma non caviamocela raccontandoci favole, o trattando da codardi gli afghani perchè ci sono uomini che lasciano indietro le donne e scappano sotto le ali degli aerei. Sono afghani anche i talebani che, sandali ai piedi, hanno vinto vent’anni di guerra. Se non rispetti il nemico, il nemico ti frega. Se non capisci i tuoi errori, li ripeterai., convinti che la democrazia è come i blue jeans, si esportano, di accorciano, se sono strappati, meglio. Il re americano è nudo. L’Europa si veste da grande ONG: non vuole rimpatriare gli afghani che avevano chiesto asilo politico mesi fa, in fuga dall’Afghanistan antitalebano. E perché allora gli altri, i restati avrebbero dovuto morire per la democrazia, per i diritti delle bambine, se noi stessi trattiamo gli altri da bambini bisognosi di aiuto, per sentirci non inutili. E l’Italia ? Onore ai cinquantamila italiani in divisa che sono passati per l’Afghanistan. Hanno aiutato – e lo mostravano- e hanno combattuto, quando serviva, sia pure di nascosto, per evitare polemiche a casa. Hanno mescolato bene scuole e pozzi, e credo che abbiano, in tanti anni, dato prova di rispetto dei locali, di apertura mentale, e mi ricordo un solo caso di vittime civili. Gli americani – sono stato con loro, nella provincia di Farah – hanno fatto stragi con i droni di Obama, e sempre arroccati nelle loro basi, un dialogo tra sordi. Il risultato lo vedete. Quanto all’Italia politica, solito quadro: molta ignoranza, tanta ideologia. E un po’ di presunzione, accettando – proprio noi…- il ruolo di ricostruttori del sistema giustizia…. L’unica cosa buona fu la costruzione di un carcere femminile a Herat, forzando la mano ai locali, che lo volevano più scomodo e degradante. Vi sono rinchiuse anche donne per “tentato adulterio”, cioè uno sguardo proibito. O ragazze che hanno rifiutato matrimoni combinati. Non c’è neanche una donna che si arrampica sugli aerei. Ce n’erano,, inq uel centro per grandi ustionati dove finivano le vittime di incidenti domestici e le ragazze che si davano fuoco per ribellarsi a un matrimonio. In tanti anni tra i migranti non ho mai conosciuto una donna afghana. Stanno nella loro assenza, l’onore e il disonore muto di ogni Afghanistan.

*Pubblicato su Facebook dall’autore

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