Di Giulietto Chiesa

Ieri sera ho guardato qua e là la tv. Poi ho smesso. Stamane guardo i giornali, ma ho smesso di nuovo. Per la nausea. C’è quello che condanna Assange (giornalista, non faccio nomi, è inutile) perché “gli Stati hanno bisogno delle loro zone d’ombra” (sic). Un altro (giornalista) lo condanna perché ha rivelato segreti di Stato. Un terzo (giornalista) dice che “avete notato che non ha mai rivelato i segreti del Cremlino?” C’è un piddino che lo qualifica come agente di Mosca. C’è un’altra (scrittrice) che afferma che è un “personaggio ambiguo”. Nessuno lo “assolve”, per carità! I talk show vanno avanti imperterriti con il loro susseguirsi di nani e ballerine, parlando d’altro, come se nulla fosse accaduto. Sono condotti da giornalisti, che non fanno i giornalisti ma gli addetti alle pubbliche relazioni del Potere, figuriamoci se possono assolvere Julian Assange. Sono tutti difensori dei diritti umani. Ma, siccome loro li violano tutte le sere, privando la gente di una informazione decente, ovviamente non amano i disturbatori della quiete del Potere. C’è quella (giornalista) che arriva a dire, a mezza bocca, che Assange è stato coinvolto nell’affare Russiagate. Dimentica di dire che lo stesso inquirente Robert Mueller non ha trovato niente di niente in materia. Chi lo ha coinvolto sono stati la CIA e l’FBI, proprio coloro che Assange ha sputtanato. Lo vedi il collegamento? A nessuno viene in mente che si sta consumando sotto i loro occhi uno dei più grandi insulti al giornalismo mai visti da quando il giornalismo esiste. Che stiamo guardano una minaccia contro tutti coloro che vorranno dire la verità. Che, certo, i governi e i potenti hanno qualcosa da nascondere (che ci vuoi fare?), ma che compito dell’informazione, ineludibile, è quello di andare a scoprire i loro nascondigli e di rivelarli al pubblico, ai popoli. E che, se non lo fa, l’informazione, cessa di essere tale. Al momento non si vede nessuna mobilitazione, tutti se ne stanno bene acquattati. Vietato parlare male dell’America.

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Ecco le dichiarazioni di alcuni politici e intellettuali

Stefano Esposito:

 

Andrea Romano:

 

Gianni Riotta:

 

Maurizio Gasparri:

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Andrea Marcucci:

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