Di Giuseppe Masala

Gli ultimi accadimenti ci pongono di fronte ad una questione irrisolta sulla democrazia. Cosa può l’individuo quando le leggi sono sbagliate se non addirittura criminogene? Cosa può fare la persona di fronte alla tirrania dello stato anche se mascherata da un meccanismo apparentemente democratico?
Una vecchissima questione in realtà, già Benjamin Franklin, padre fondatore degli USA, diceva: “La democrazia sono due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione”. Oppure il vecchio Stalin che diceva che “la democrazia è dare un carrarmato ad ogni famiglia”. Logicamente sono posizioni sarcastiche e paradossali ma utili a ricordare che anche nelle stato più democratico può sempre prendere il potere una banda di persone che esercitano il potere arbitrariamente e abusivamente contro le persone.
Probabilmente ha comunque ragione Churchill che ricordava come la democrazia è il sistema di governo peggiore che esista eccezion fatta per tutti gli altri sperimentati dalla storia che sono anche peggio. L’unica arma che abbiamo credo sia l’esercizio costante della diffidenza verso qualsiasi decisione presa dal potere sotto qualsiasi forma. E ovviamente levarci dalla testa il mythos “della legalità”: ovvero il continuo bombardamento sul rispetto delle regole sempre e comunque che ci inculcano costantemente. Le regole vanno rispettate sì. Ma non prima di averle attentamente vagliate e se le cose non vanno bene bisogna farsi sentire.

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