Di Vittorio Nicola Rangeloni

Nel 2017 sono 1,5 milioni i russi che hanno visitato l’Ucraina (in netto calo se paragonato al 2013, pre Maidan – statistiche tratte da unian.net)
Nello stesso anno gli ucraini che hanno visitato la Russia sono stati 5,7 milioni (in rialzo rispetto al 2013. Quasi quattro volte più numerosi. Per la maggior parte dei casi si tratta di lavoro.
In Russia vanno a lavorare ucraini di tutte le città, anche dalle “roccaforti” nazionaliste. Nonostante la rigida svolta del paese verso l’occidente il legame umano ed economico con la Russia rimane forte ed impossibile da trascurare. La Russia è il secondo paese più visitato dagli ucraini, mentre al primo posto si trova la Polonia, da cui molti poi raggiungono l’Ue.

Chiudere la frontiera ai russi è l’ennesimo autogol che porterà solamente a danneggiare ulteriormente gli scambi economici ed a creare nuovi attriti. Si noti che questa misura colpisce indiscriminatamente la popolazione di un intero paese: studenti, lavoratori, famiglie, ma anche coloro i quali ad esempio per qualche ragione dalla Russia supportano il governo di Kiev (solitamente si tratta dei liberali)

L’Ucraina che vuole essere fatta passare come vittima della Russia in realtà ha intrapreso solo l’ennesima misura contro quel che riguarda il mondo russo. Precedentemente ha pensato a vietare le comunicazioni aeree; film; centinaia di libri come nel medioevo; l’uso della lingua russa in ambito istituzionale, ecc. Tutte misure che poco hanno a che fare con la politica del Cremlino, ma che invece vanno a colpire la gente.

Il tutto è perfettamente in linea ed in continuità con il colpo di stato democratico/armato di Kiev del 2014. E pensare che in Italia c’è anche chi prosegue a fomentare e supportare materialmente, politicamente e moralmente questo scempio..

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