Di Giuseppe Masala

E’ davvero emblematico di come funzioni il mainstream informativo la vicende relativa al ricovero di Boris Johnson (al quale vanno ovviamente gli auguri di pronta guarigione, a maggior ragione da parte di chi come me lo considera un eroe).

L’agenzia di stampa russa Ria Novosti pubblica la notizia del ricovero in rianimazione del Premier. Immediatamente si levano alti lai da tutta la stampa anglosassone che tacciano la notizia come fake news. Come il cane di Pavlov tutta la stampa “seria” occidentale (ovviamente con in prima fila la stampa italiana) va a rimorchio degli anglosassoni rilanciando l’accusa di fake news e ipotizzando chissà quale complotto del Cremlino per destabilizzare l’élite politica britannica. Dopo sei ore i britannici ammettono che Boris Johnson è ricoverato in rianimazione. Dunque i russi di Ria Novisti avevano detto la verità.

Se ne deduce una grande lezione in materia di informazione sulla Politica internazionale. Per la stampa “seria” occidentale una notizia è vera non se viene accertata come tale dai giornalisti ma fino a quando non viene pubblicata dai giornali in lingua inglese. Fino a quando gli anglosassoni non dicono che un fatto è vero è per forza falso e chiunque lo considera vero è un diffusore di fake news.

Se questa è la logica potete immaginare cosa accadrà con la commissione antifake news istituita dal governo italiano.

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