Di Andrea Zhok

Comunque, è dolorosissimo vedere come oramai la critica di sinistra alla Lega o al governo in generale sia ridotta a
1) sfottò su quanto brutali, ignoranti e incolti siano quelli (spesso usando Salvini o Di Maio come pars pro toto) e
2) appelli sentimentali al ‘cuore’, alla ‘civiltà’, all’umanità di contro alla crudeltà, inciviltà e disumanità del ‘nemico’.

E’ qualcosa di, insieme, deprimente e preoccupante. Il segno di un disorientamento di dimensioni francamente inaspettate.

Esistono naturalmente molti argomenti che potrebbero essere usati per criticare, ad esempio, molte posizioni della Lega e del suo leader.
Lo si può fare entrando nel dettaglio di qualche questione: si può attaccare la riduzione di progressività nella tassazione con argomenti sull’equità sociale, si possono attaccare le proposte sul regionalismo differenziato mostrandone la contradditorietà con lo sbandierato ‘primato nazionale’, si può attaccare l’inadeguatezza delle politiche di investimenti e sviluppo, ecc.

Tutti questi argomenti, naturalmente richiederebbero di guardare da vicino i problemi, le proposte di legge, e magari di fare controproposte migliori.

Ma niente di tutto questo ha luogo.
Schiere di persone con alle spalle studi di peso e alta formazione danno il loro contributo al dibattito pubblico rendendo virali vignette in cui Di Maio è l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia o Salvini è una medusa priva di cervello, ripetendo che “basta, non se ne può più!”, continuando a sentire come evidente una cesura antropologica tra “noi”, i sacerdoti del Bene e “loro”, i bruti.
Così, accade che si facciano circolare memi con argomenti politicamente decisivi come le comparazioni tra titoli di studio (l’ultimo irrideva qualcuno del governo, non ricordo chi, contrapponendogli il curriculum accademico di Draghi).

Non si tratta più di obiezioni, non si tratta di argomenti, si tratta di reazioni di pancia, di stizza, borborigmi spirituali (lo stesso genere di reazione istintiva che erano soliti criticare nelle ‘plebi populiste’, e che ora saccheggiano con segno invertito, senza accorgersi della metamorfosi avvenuta.)

E’ uno spettacolo terribile non perché sia infantile e di cattivo gusto (lo è, ma in un oceano di infantilismo e cattivo gusto non si nota), è terribile perché dimostra la conclamata incapacità della ‘opposizione intellettuale’ di andare al di là di una critica sentimentale o moralistico-convenzionale.

Gli “altri” sono tanto abissalmente nell’errore, e “noi” tanto ovviamente nel giusto da rendere ogni ragionamento impossibile, superfluo, anzi irritante (non si ragiona con i subumani).

La gravità di questo naufragio culturale sta nell’alimentare nel dibattito pubblico una dicotomia astratta, in cui chi non è con me è contro di me, ed in cui chi trova qualche buona ragione nelle forze avverse va semplicemente ostacolato, disprezzato, disumanizzato.

Se, per dire, qualcuno si sente assai furbo perché il Sole24Ore gli ha spiegato che i minibot non funzioneranno, magari in un universo parallelo potrebbe prendere la palla al balzo, e mostrare come quegli stessi problemi potrebbero essere affrontati diversamente.

E invece niente: uno sfottò agli ‘incompetenti’ e giù a tifare spread come se non ci fosse un domani.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome