Di Giuseppe Masala

La tragica vera Verità è che la sinistra novecentesca è implosa quando è diventata un’oligarchia che si muoveva su due binari: la critica ad hominem contro Berlusconi (e mai contro l’apparato ideologico che rappresentava) e dall’altro lato ha agito da truppe ascare che hanno permesso l’arrivo al potere delle forze straniere sotto le mentitissime spoglie del presunto paradiso europoide al quale era giusto che il popolo bue sacrificasse tutto.

Ve li ricordate i corifei girotondini guidati da quel tale Pancio Pardi? E poi il Popolo Viola? E da lì di delirio in delirio senza soluzione di continuità: truppe cammellate e interessate antirazziste, poi femministe, poi Lgbt, fino ad arrivare alla presunta grammatica di genere. Per non parlare poi dall’appoggio – per la pace si capisce – a tutte le peggiori operazioni di guerra.

Totale assenza di apparato critico, sempre sulla cresta dell’onda dell’ultima fisima del borghese annoiato ex sessantottino diventato ormai sessantottenne. Con l’unico collante della lotta al reprobo Boboti Berlusconi per fare poi, una volta arrivati al governo, le stesse politiche del Boboti milanese ma con più zelo distruttivo dello stesso.

In realtà la sinistra sinistrata questa desertificazione ideale e programmatica realizzata allora per accanirsi contro il facile bersaglio botoxato e in doppiopetto la sta pagando ora.

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