Di Gilberto Trombetta

Siamo l’unico Paese al mondo contrario, sia a parole che nei fatti, alla propria sovranità.

Almeno così la pensa la classe politica che ci ha condotti allo sfascio nell’ultimo trentennio.

Una classe politica che per sentirsi deresponsabilizzata dalla distruzione sistematica del benessere del Paese ha avuto bisogno dello scudo del vincolo esterno (“Ce lo chiede l’Europa!”).

Tanto ci pensano UE ed euro a proteggerci. Dove andrebbe da sola l’Italia della liretta.

Che poi anche dentro la UE tutti gli altri Paesi membri reclamino e proteggano la propria sovranità è un dettaglio.

Che solo le colonie rinuncino, costrette con la forza e la violenza, alla propria sovranità anche, deve sembrare un piccolo dettaglio a questa classe politica.

Che un Paese che non è sovrano non sia in grado di proteggere i propri interessi e quelli dei suoi lavoratori pure, deve sembrare un dettaglio.

Mentre pensare che a proteggerci siano i Paesi che da anni lavorano per saccheggiarci e deindustrializzarci dev’essergli sembrata – a questi politici – un’idea brillante e lungimirante.

Una classe politica avversa alla Costituzione e ai suoi fondamenti: sovranità popolare e dignità del lavoro.

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