Di Pierluigi Fagan

Il 25 ottobre, il parlamento di Strasburgo ha votato 325 voti a favore, 1 contrario e 19 astenuti, in favore di una risoluzione non vincolante che invitava a sospendere la fornitura di armi all’Arabia Saudita. Le risoluzioni non vincolanti evidentemente fanno parte della categoria -atti senza conseguenze-, una sorta di sondaggio d’opinione che lascia il tempo che trova, per cui raggiungono facilmente la quasi unanimità salvo poi non portare alcuna conseguenza. Questo panel di opinionisti è ciò che altrove chiamiamo “parlamento”, chissà forse perché si parla …

Mentre il nostro Governo sta valutando sul da farsi ed il M5S con ben due interventi (Cataldo-Corrao) ha chiesto alla plenaria di Strasburgo addirittura l’espulsione dell’Arabia Saudita dal Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, il parlamento spagnolo ha direttamente votato contro l’embargo proposto da Podemos ed indipendentisti catalani, a partire dai socialisti umanitari “open borders-open markets”. Tedeschi ed austriaci spingono all’embargo, francesi decisamente contro, i primi vendono spiccioli all’ AS, i secondi fanno 1,8 mld di euro con Riad. Evidentemente “valori” in Europa, si declina in due diversi significati.

Segnalo, non tanto per denunciare la fatidica falsa coscienza o per censurare spagnoli e francesi brutti e cattivi, ma per evidenziare l’ovvio che però molti sembrano non vedere. L’UE non è un soggetto geopolitico, l’UE non può strutturalmente avere una politica estera quindi non è un soggetto sovrano. Non lo può essere poiché non è come a volte si è manifestato in storia, una confederazione militare, bensì una forma bizzarra ed ambigua di confederazione economica che rimane frazionata in 27 sovranità distinte per politica -ed entro certo limiti anche economia- interna e per la politica ed economia esterna, vincolando solo la sovranità monetaria che è espropriata e delegata ad un trattato scritto venticinque anni fa o la politica estera in termini di sanzioni ma solo quando lo decidono gli americani. Nessuno, ma proprio nessuno a parte uno sparuto gruppetto di federalisti che “contano quanto il due di coppe a briscola quando regna bastoni” ha in programma un maggior coordinamento delle politiche interne ed estere tra gli Stati componenti, l’Europa è questa e rimarrà questa perché questo è il massimo di ciò che può essere.

Se venticinque anni fa, l’anno in cui uno storico americano se ne usciva con un libro che proclamava “La fine della storia”, sembrava una buona idea porsi come prioritario il problema delle relazioni interne europee congelandole nel trattato di pace franco-tedesco in forma di euro, c’è da domandarci seriamente se venticinque anni dopo è ancora questa la priorità a cui sacrificare autonomia nazionale e significatività mondiale.

Nel frattempo sono avvenute due cose importanti: 1) il crollo di sistema del 2008-9, il rallentamento della crescita mondiale, la voluta non riforma del sistema finanziario mondiale evidentemente ritenuto necessario così com’è nella sua anarchia, il rallentamento degli scambi internazionali; 2) l’ascesa di un complesso e turbolento mondo multipolare nel quale UK ed USA per primi hanno reagito cambiando radicalmente la propria postura internazionale.

Se l’agenda dei prossimi venticinque anni si presenta con i titoli della grandi migrazioni, della competizione su info-digitale e biotecnologie che richiamano possenti investimenti, del rapporto dei tre blocchi euroasiatici tra loro e vs anglo-atlantici, della gestione del nostro macroscopico estero-vicino africano con una popolazione di 17 anni e mezzo che ci sovrasterà per popolazione di cinque volte, della nostra contrazione ed invecchiamento demografico, delle trattative sulla redistribuzione dei limiti da osservare per fronteggiare i vari problemi ambientali, della necessaria riduzione delle diseguaglianze non solo per fattori di “giustizia” ma anche per semplice logica di circolazione della ricchezza che se in mano a quelle 100 persone che hanno in mano lo stesso Pil di 4 miliardi di individui è evidentemente irrazionale, qual è il soggetto-contenitore di cui avremmo bisogno?

Andremo davvero incontro a questa terribile agenda con questo trabiccolo franco-tedesco? Cos’altro se no?

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