Di Giuseppe Masala

Segnalo l’uscita in Francia del libro di Jaques Attali sulla pandemia. Il libro si intitola “L’Economia della vita” dove teorizza l’aggregazione di tutti i settori economici che si occupano della tutela della vita in tutte le sue forme. Questo – aggiunge – per evitate che le nuove generazioni soffrano a 10 anni la pandemia, a 20 la dittatura, a 30 il disastro climatico. Dobbiamo prepararci, dice sempre Attali ad una crisi che sarà economica, filosofica, ideologica, sociale, politica, ecologica.

Infine dall’alto di un’autorità indiscussa dice quello che molti di noi pensano e che però non esprimono per paura di essere spacciati per “complottisti”. La crisi è stata gestita male – alla cinese dice lui – causando la morte prematura di centinaia di migliaia di persone e migliaia di miliardi di danni economici. Bisogna imparare insomma.

Ecco, un libro interessante sul tema, scritto da un Maestro dell’Economia (poi personalmente dico che le sue posizioni ideologiche vanno avversate, ma il suo valore, la sua acutezza è davvero indiscutibile): uno di quei pochi che continua a vedere l’economia come studio multidisciplinare che deve interconnettere storia, diplomazia, teoria economica, dati statistici, matematica, studio dell’innovazione, filosofia ecc. E non limitarsi all’inutile modellino econometrico, roba buona per gente senza la minima qualità.

Ecco, se non vi interessa, vi segnalo che stanno uscendo i primi paper di economisti che fanno “modelli predittivi” sulla pandemia. Non sanno cos’è un virus, non sanno cos’è un batterio, non conoscono le pandemie e le regole della biologia però ci fanno i modelli predittivi sulla base della loro totale ignoranza. Dal cretinismo econometrico, al cretinismo virologico il passo è breve. Miserere.

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