Di Marco Rizzo

Laura Boldrini si mostra indignata per il ritrovamento in Italia di un arsenale in possesso di un gruppo di neofascisti. Bene. Peccato che lo stesso gruppo risulta si battesse a sostegno delle truppe del governo golpista ucraino, anch’esso filofascista. Indignata, ma proprio lei due anni fa incontrava ed accoglieva, come Presidente della Camera, il fascista ucraino Andrij Parubij, con cui aveva espresso parole in difesa dell’intervento della UE e del governo golpista ucraino, in favore del quale agivano appunto i fascisti che la Boldrini oggi tanto critica.

La Boldrini non si azzardi a parlare di antifascismo. L’antifascismo è una cosa seria, merita ben altri rappresentanti, e soprattutto non deve essere strumentalizzato a fini elettorali. L’antifascismo è strettamente connesso agli interessi dei lavoratori, anche in Ucraina, dove un regime golpista e fascista, sostenuto pure dalla Boldrini, mette fuorilegge i comunisti e cancella la memoria storica della Resistenza ai nazisti in quel paese.

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