Di Antonio Di Siena

La “sinistra” che si schiera a favore della mitologica opposizione anti-Putin e parla a vanvera di repressione governativa della democrazia dimostra (ancora una volta) tutta la sua incapacità di saper leggere la realtà.

Primo perché l’opposizione a Putin ha un nome ben preciso: KPRF.
Il partito comunista di Gennadij Zjuganov, secondo partito della Federazione Russa dopo quello di Putin e primo in molti Oblast’ e comuni.

Secondo perché scambia per paladini della democrazia una banda di scappati di casa con consensi da prefisso telefonico.

Terzo perché non sa (o fa finta di non sapere) chi siano davvero questi qua che ci vengono presentati come libere e legittime opposizioni.

Eppure basterebbe cercare informazioni su Lyubov Sobol, la nuova leader dei manifestanti.

Dipinta come fosse una novella Giovanna d’Arco è in realtà il braccio destro di Alexey Navalny.

Il signore che veniva spacciato dai nostri media per un blogger amante della libertà. Ma che in realtà è un neonazista militante. Quello che ogni anno organizza la “Giornata dell’unità nazionale”, un bel raduno di ultradestra condito da simpatici slogan contro immigrati, ebrei e musulmani.

Ed esattamente come accade per l’Ucraina, la sinistra libertaria finisce per schierarsi da una parte ambigua.

E due volte su due mi sembra una bella prova.

Ora che questa banda di scemi lo faccia per stupidità o crassa ignoranza poco cambia.

Quello che interessa notare è che se uno schieramento è incapace di distinguere la realtà dalla propaganda, esso è assolutamente inadeguato a denunciare alcunché.

Figurarsi fare politica.

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