(AP Photo/Santiago Lyon)

In queste ore tutti gli alfieri del pensiero unico fedeli al capitalismo antipopolare, gridano al razzismo, al fascismo alla negazione dei diritti umani e quant’altro a causa della decisione di Salvini di chiudere i porti alle ONG che fanno da tramite per l’importazione coatta di nuovi schiavi da impiegare nel mondo del lavoro a basso costo, che molti si ostinano ancora a chiamare immigrazione.
Per fortuna il ministero della verità non è ancora così forte e qualcuno ha giustamente ricordato la decisione di Romano Prodi di chiudere i porti agli albanesi nel 1997, quando il leader dell’Ulivo ordinò il blocco navale nell’Adriatico per fermare l’immigrazione massiccia dall’Albania. Ironia della sorte il ministro degli interni di allora era nientepopodimeno che Giorgio Napolitano.
La Repubblica tuonava

Non sono più profughi, ma immigrati non in regola. E quindi vanno respinti.
l’ Italia non si limiterà a ‘blindare’ il canale d’ Otranto; invierà anche cibo e medicinali in Albania, oltre a impegnarsi per la ricostruzione delle strutture statali. Ieri sera il presidente del Consiglio Romano Prodi e il premier albanese Bashkim Fino hanno trovato a Roma un accordo per un piano anti-esodo: pattugliamento e aiuti, appunto, con l’obiettivo finale “di ripristinare il funzionamento della vita civile, economica e politica del Paese fino alle libere elezioni politiche che dovranno presumibilmente avvenire nel prossimo mese di giugno”, dice Prodi. Aggiunge Fino: “Noi siamo d’ accordo che l’ Italia pattugli tutto l’ Adriatico per fermare questo esodo, perché i problemi albanesi devono risolverli gli albanesi stessi in Albania”.
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Incredibile ma vero. Nel 1997 dire “aiutiamoli a casa loro” non era ancora considerato razzismo.A questo punto ci chiediamo: dov’erano tutti i benpensanti pseudo-intellettuali che oggi tediano gli italiani sui social? Perché nessuno si è indignato con Prodi e Napolitano? Perché erano di “sinistra”? Questo conferma ulteriormente che la sinistra negli ultimi anni ha subito un processo di degenerazione politica e culturale, ha abbandonato il proletariato per servire il capitale.
Ricordiamo allora le parole di Georges Marchais, segretario del Partito Comunista Francese dal 1972 al 1994 che a proposito di immigrazione nel 1980 disse

Padronato e governo francesi stanno ricorrendo all’immigrazione massiccia come in altri tempi alla tratta dei Neri per procurarsi una manodopera di moderni schiavi, super sfruttati e sottopagati. Grazie ad essa si realizzano profitti maggiori e si esercita una pressione più intensa sui salari, le condizioni di lavoro e di vita, i diritti dell’insieme dei lavoratori, tanto immigrati che francesi. […]
Bisogna fermare l’immigrazione se non si vogliono condannare altri lavoratori alla disoccupazione. […] Per essere più precisi: dobbiamo bloccare l’immigrazione, tanto quella clandestina che quella ufficiale, ma non cacciare con la forza i lavoratori immigrati già presenti in Francia. […]
In quelli che sono ormai dei veri e propri ghetti, già si trovano ammassate famiglie con tradizioni, lingue e modi di vivere differenti. Ne derivano tensioni e scontri tra immigrati di diversa provenienza nonché rapporti sempre più difficili con i francesi.
Al crescere della concentrazione, la carenza di alloggi si aggrava, l’edilizia popolare di viene sempre più difficilmente accessibile alle famiglie dei lavoratori francesi. I costi dell’assistenza ai lavoratori immigrati e alle loro famiglie che vivono in condizioni di indigenza diventano sempre più insostenibili per i bilanci dei comuni maggiormente interessati in quanto i più popolati da operai e impiegati. La scuola non riesce più a far fronte alla situazione, ritardi nell’apprendimento si accumulano, tanto per i figli degli immigrati che per quelli dei lavoratori francesi. […]
I livelli di guardia sono stati raggiunti. Non è più possibile trovare delle soluzioni adeguate se non si mette fine alla situazione intollerabile creata dalla politica razzista del padronato e del governo.
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[1]BLOCCO NAVALE PER FERMARE GLI ALBANESI, La Repubblica (archivio 25/03/1997)

[2]Il comunista Georges Marchais contro l’immigrazionismo, Alessandro Catto (blog.ilgiornale.it)

 

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