Di Battista, Di Maio e Giorgia Meloni hanno denunciato come una delle cause della questione migratoria il franco CFA, la moneta di 14 paesi africani che in passato – ma che verosimilmente anche in questo momento – sono state colonie francesi. Questo è bastato per fare scattare l’allarme della stampa mainstream che – crogiolandosi su un’autorevolezza smentita fin troppe volte dai fatti – non solo non ha mai scritto nulla su questa moneta, ma che adesso che ne parla lo fa in maniera del tutto manipolatrice per salvare la gola all’enfant prodige Macron.

I giornali, attraverso differenti gradazioni di disonestà intellettuale e morale, gridano allo scandalo e alla gaffe. Qualcuno parla di “bufala”, qualcun’altro addirittura di “complotto”, e poi si arriva all’articolo più imperdonabile di tutti: Anais Ginori che scrive per La Repubblica che “non esiste una tassa <<coloniale>>” e, nel tentativo di spiegare dal suo punto di vista di autorevole “esperta” di che cosa sia il franco CFA, supera sé stessa scrivendo:”Si tratta in realtà di un sistema monetario creato nel dopoguerra per creare stabilità finanziaria in 14 Paesi africani, su base volontaria”.

Dando per scontato che il concetto di “volontario” sia sinonimo di “spontaneo” o di “entusiastico”, Ginori afferma che – su base volontaria, dunque – 14 paesi africani siano lieti di arrancare, nel 2019, tra economie che dipendono da una moneta stampata dalla capitale del vecchio Paese oppressore. Sempre volontariamente, questi paesi depositano il 50% delle loro riserve presso il Ministero del Tesoro francese, il quale – questo si volontariamente – finanzia il suo debito pubblico mandando in frantumi ogni eventuale correttezza diplomatica nei confronti degli altri paesi dell’Eurozona. A conferma la natura volontaria di questo sistema economico, scrive Ginori, sono le stesse parole di Macron, il quale ha affermato che “se alcuni paesi non sono felici con il Fca, basta lasciarlo e crearsi la propria moneta”. Facile.

Infatti ci aveva già pensato Thomas Sankara nel 1987, che però venne ucciso durante un colpo di Stato appoggiato anche dalla Francia.
Il colonnello Gheddafi era arrivato alle stesse conclusioni, e progettò la creazione di una moneta panafricana che – “volontariamente” – affrancasse il continente nero dal franco CFA, mettendo di conseguenza l’Eliseo nella scomoda situazione di dover tirare avanti senza sfruttare le sue ex colonie. Neanche a farlo apposta, si è scoperto che il raìs fosse un dittatore sanguinario e dopo la distruzione del suo Paese a suon di bombe NATO, venne brutalmente assassinato dai “ribelli” per poi essere anche dileggiato dalla risata della Hillary fanatica dei diritti umani, che per l’occasione diede sfoggio della sua sensibilità declamando gli immortali versi di letteratura democratica:”We went, we saw, he died”.

La denuncia di Di Battista, Di Maio e Meloni ha inoltre pizzicato la francessima presunzione dell’Eliseo, il quale – se da una parte valica le Alpi per “scaricare” i migranti dai suoi cugini – dall’altra si sente pienamente in diritto di offendersi quando viene toccata la loro slealtà, e di convocare l’ambasciatrice italiana per tirarle le orecchie. Le autorità francesi saranno rimaste stupite davanti all’ingenuità dei tre italiani, i quali avranno sicuramente dimenticato che – come da tradizione quando si va al governo – certe cose si pensano ma non si dicono. Soprattutto da Fazio poi, che ha dedicato la sua vita ai ben remunerati opportunismo e carrierismo, tant’è che il suo programma è stato spostato su Rai 1 e in prima serata, presumibilmente grazie al “bonus Saviano”.

Il fatto che un articolo come quello di Ginori venga pubblicato da La Repubblica, da sempre in prima fila nella battaglia contro l’odio e in favore dell’umanità, toglie il velo alle intenzioni di questo giornale, sempre pronto a nascondere le cause delle tragedie del nostro tempo, schierandosi in ogni caso dalla parte del carnefice, perdendo così ogni credibilità. Come diceva Ennio Flaiano:” Ad un certo punto la Stupidità (forza attiva) diventa Idiozia (forza negativa) e non si vende più”.

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