La Grecia i pacchetti di austerity li ha attuati tutti, la Grecia è il più grande successo europeo, la Grecia è libera.

È libera di vendere centinaia di siti e reperti archeologici, anche del 2000 a.C. È libera di aver perso i suoi 14 aeroporti principali, ceduti alla tedesca Fraport. È libera di non tagliare le pensioni più delle 13 volte già state necessarie. Libera di non mandare a casa più delle 200mila persone che hanno già perso tutto in questi 8 anni, solo nel settore pubblico. È libera di aver tagliato del 73% l’assistenza sanitaria a mamme e neonati, o del 50% l’assistenza per salute mentale, o gli stessi stipendi in sanità. È libera di vedere aumentati del 40% i suicidi nell’arco di 5 anni, soprattutto quelli a sfondo economico, per non parlare delle migliaia di persone morte nello stesso arco di tempo per infezioni da scarsa igiene negli ospedali, o per HIV, TBC e uso di droghe, fuori da lì. È libera, la Grecia, di pagare sempre meno e far lavorare sempre più i sempre più ridotti docenti ancora dotati di occupazione, così com’è libera di potersi permettere sempre meno farmaci antitumorali da offrire ai pazienti bisognosi, o di pagare le loro cure, se terminali. È libera di veder sfrattare sempre più persone che siano incapaci di pagare l’affitto. È libera di vantare numeri di persone che vadano oltre le 200mila, solo negli ultimi 2 anni, le quali abbiano rinunciato a eredità spettanti loro perché impossibilitate a pagarne le tasse. È libera di detenere una media mensile nazionale di stipendi che si aggiri sotto i 400 euro.
Questa è la libertà dei liberismi odierni, questa è la libertà del grande progetto Europa! Questo è l’esempio di grandezza lodato e decantato da professionisti del calibro di Moscovici, Gentiloni, Monti, Merkel, Hollande, Obama e molti altri. Questo è il modello di Stato che UE e Fondo Monetario Internazionale sognano d’esportare in ogni Paese del sud Europa. Questo è ciò che vorrebbero diventasse l’Italia. Ma nel gelido sorger del sole dopo la più tetra delle notti, nel rischiarare i raggi le magre carcasse di un popolo, l’ellenico, ridotto alle ossa, una nazione si prepara a lottare senza più riserve contro questa atroce tirannia. Quella nazione è la nostra, e credetemi, se questa guerra era partita quasi in sordina, da buoni amatori quali da sempre noi siamo, si farà via via più intensa, fino al punto di non ritorno. Fino a che la bestia non sia schiacciata. Fino a che giustizia non venga fatta. Anche per la Grecia dei popoli.

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