uno dei modi in cui si consegna il voto

Nel 1962 Julio Cortazar scriveva Storie di cronopios e di famas. Si tratta di una raccolta di racconti e brevi testi, divisi in quattro sezioni. Nella prima sezione c’è un manuale di istruzioni. Istruzioni per piangere, salire le scale, cantare. Di seguito istruzioni che Julio Cortazar non scrisse.

Domenica è un dovere civico andare a votare. Per alcuni il dovere civico comincia dalla sera prima: è sabato e occorre non esagerare con l’alcol. Votare da ubriachi non è peggio che guidare da ubriachi anche se probabilmente non vi ritireranno la tessera elettorale che è un documento in cui c’è scritto quante volte in vita vostra avete votato. Se siete stanchi o avete da fare, non potete mandare a votare vostra madre o vostro cugino perché il voto è personale. E’ un dovere civico non essere stanchi o indaffarati il giorno delle elezioni.

Dopo essere usciti di casa, raggiungete la vostra sezione che è una stanza in cui ci sono tanti uomini seduti e un uomo come gli altri che si chiama Presidente. Al Presidente dovete dimostrare di essere voi stessi e non qualcun altro. Vi saranno date due schede elettorali aperte (una se avete meno di venticinque anni) e una matita. Non rubate la matita, non sono come quelle dell’Ikea: potreste essere denunciati all’autorità giudiziaria.

A questo punto entrerete nella cabina elettorale che è un posto abbastanza buio in cui nessuno saprà cosa voterete perché il voto è segreto. Siccome non è raro imbattersi nell’indecisione, la legge tace su quanto tempo potete trattenervi con la vostra scheda elettorale, ma immagino che dopo un po’ potrebbero cacciarvi o entrare sospettando un malore perché non è raro che davanti a una scelta un uomo entri così in crisi da avere un malore. Anche se avete promesso di votare qualcuno, non siete obbligati a farlo perché il voto è libero.

Si vota mettendo un segno sulla lista che più vi piace oppure mettendo un segno sulla lista che vi piace meno, per chi si auspica una catastrofe, oppure potete non votare affatto. In questo modo pur assolvendo al vostro dovere civico, dimostrerete un’encomiabile fiducia nelle scelte degli altri. Dopo aver messo un segno o non averlo messo affatto, dovete ripiegare le schede e consegnarle al Presidente che le metterà in grandi urne dove il vostro voto andrà a confondersi con quello degli altri perché il voto è eguale. Nel consegnare le schede elettorali al Presidente potreste sentirvi osservati dagli altri componenti del seggio, non biasimateli, si chiamano scrutatori e il loro lavoro è scrutare. Siete fuori dal seggio, il dovere civico è compiuto, la luce trionferà sulle tenebre.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome