Di Antonio Di Siena

Due tweet per dimostrare che l’informazione “ufficiale” e la “sinistra” liberale in Italia sono un problema molto serio.

In Bolivia i golpisti filo-americani hanno assaltato le televisioni, incatenato e picchiato giornalisti, sequestrato e torturato il sindaco di Vinto (Nadia Arce, donna e indigena). Hanno dato fuoco alla casa della sorella di Morales, assaltato, saccheggiato e devastato la residenza del presidente.
Le squadracce golpiste pestano impunemente sindacalisti, militanti socialisti, operai e contadini, con la complicità della polizia che spara proiettili veri sui manifestanti.

In questo clima pacifico il legittimo presidente della Bolivia Evo Morales, pur avendo annunciato nuove elezioni, è stato costretto a scappare in Messico perché in concreto pericolo di vita.

E tutto questo mentre il riconteggio delle schede elettorali è ancora in corso e il CEPR di Washington (Center for Economic and Policy Research) ha negato l’esistenza di brogli.

Ebbene difronte alla sfacciata brutalità del fascismo vero (non quello immaginario di casa nostra), mentre molti leader della sinistra internazionale come Lula, Corbyn e Pablo Iglesias condannano questo vergognoso rovesciamento della democrazia parlando apertamente di Colpo di Stato, succede questo.

Il principe dell’informazione libera e della lotta alle feic niùs, il campione di ignoranza e viltà Gianni Riotta, ribalta la realtà e parla apertamente di propaganda.

E la paladina dei diritti umani e dell’antifascismo da riviste patinate, la strappalacrime Laura Boldrini, tace un giorno intero e poi alla fine cede. Facendoci sapere che ha firmato un emendamento per detassare gli assorbenti.

Ora, le conseguenze dell’avere giornalisti e politici di questo livello le dovreste capire da soli.
Almeno spero.

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