A gennaio è stata confermata in appello la condanna di Luiz Inácio Lula da Silva, ex presidente del Brasile, condannato a 12 anni per corruzione. L’accusa sarebbe quella di aver ricevuto un appartamento come tangente. L’ex presidente, amato dal popolo, si è rifiutato di consegnarsi alla polizia e in questo momento è asserragliato in un edificio del Sindacato dei Metallurgici a São Bernardo do Campo.

(ANSA)

Matteo Salvini, possibile premier, che non esprime una sola parola sulla strage di Palestina, ha ritenuto necessario dire la sua sul casso Lula. Il giornalista Giulietto Chiesa gli ha risposto così.

“Riportiamo la notizia dell’agenzia. (askanews) – “Dodici anni a Lula per corruzione e riciclaggio: la giustizia brasiliana ha dato un segnale forte di libertà e cambiamento. A questo punto non c’è più nessun ostacolo per l’estradizione di Cesare Battisti”. Lo dichiara il segretario della Lega Matteo Salvini.

Domanda: che c’entra Lula con l’estradizione di Cesare Battisti? Si rivolga piuttosto ai tribunali che hanno condannato Lula. Che è stato giudicato dallo stesso inquirente che lo ha perseguito. Questo non è lo “stato di diritto”. È “lo stato di rovescio”. E sarebbe questo il modello di giustizia che Salvini propone per l’Italia? Mamma mia, sarebbe questa la Terza Repubblica (brasiliano-golpista) che ci attende dietro l’angolo?”

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