Di Andrea Zhok

La scommessa storica della civiltà liberale è stata l’idea di poter costituire forme di vita aggregata, produttiva e feconda, tra soggetti con agende etiche completamente difformi, assiologicamente del tutto incompatibili.

Questa convivenza dell’assolutamente diverso è però un’utopia, la cui unica istituzione reale è stata il ‘mercato’, in quanto luogo dello scambio autointeressato.

Il modello della ‘mano invisibile’ di Adam Smith giocava in questo contesto il ruolo di una Provvidenza atea, dove magicamente l’interazione di soggetti del tutto privi di valori comuni sarebbe potuta essere comunque proficua per tutti, trasformando alchemicamente i vizi privati in pubbliche virtù.

E’ stata una scommessa interessante, che però siamo oramai nella condizione di dimostrare essere un vicolo cieco della storia: questa società di dissociati, questa alleanza tra potenziali traditori, questa collettività di atomi in lotta reciproca è una strada senza alcuno sbocco che non sia l’autodistruzione collettiva e la disperazione individuale.

E’ semplicemente tutto sbagliato, e tutto da rifare. Ed è probabilmente comunque troppo tardi. Ma quando la strada che stai percorrendo porta al precipizio, e tornare indietro non si può, se scorgi un sentiero laterale, per quanto stretto, scosceso e accidentato, vale la pena di incamminarvisi.

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