Di Andrea Zhok

Negli ultimi due giorni ho visto numerose comunicazioni relative a segnalazioni, e anche a chiusure di pagine con contenuti ineggianti al comunismo, e di altre con contenuti ‘eterodossi’ (come il neonato Vox di Fusaro).

Non ho i mezzi per poterlo verificare indipendentemente, dunque mi limito a registrare tali comunicazioni come plausibili, anche alla luce dei recenti documenti approvati dal Parlamento Europeo.

Neanche due settimane fa, quando era partita in blocco la chiusura delle pagine di Casapound e Forza Nuova, ricordo molti che si fregavano le mani di fronte alla ‘censura del nemico’, mentre io sommessamente ricordavo che era il principio ad essere qui inaccettabile.

Ora a quanto pare – con un’accelerazione francamente inaspettata – siamo apparentemente già di fronte ad un redde rationem esteso ad altre voci eccentriche. Il limite, dev’essere molto chiaro, qui non è tracciato da nessuna parte se non nell’arbitrio protempore di soggetti privi di responsabilità pubblica ed inappellabili.

Non posso che confermare quanto osservavo a suo tempo.

1) Il liberalismo, che si pregia di aver inventato la libertà di opinione e parola, da sempre è liberale solo con altri liberali, e si crede legittimato a randellare chi non lo è (secondo questi criteri anche la Chiesa posttridentina e i guardiani della Rivoluzione Khomeinista erano rispettosissimi della libertà di opinione e parola: la loro);

2) Che FB e gli altri social siano piattaforme private è un argomento al tempo stesso empiricamente ineccepibile e sostanzialmente assurdo: piattaforme su cui passa la comunicazione pubblica in forma di massa sono piattaforme di proprietà privata, ma che forniscono un servizio pubblico, e che devono essere regolamentate secondo criteri consoni ad un servizio pubblico (se fornisci un servizio di posta privata non puoi aprire le lettere o scegliere quali far arrivare a destinazione; se fornisci un servizio di telefonia privato non puoi ascoltare le comunicazioni e staccare gli utenti politicamente sgraditi, ecc.: Questo non è un Club e interpretarlo come tale è una falsificazione della realtà così come essa si è venuta a configurare).

3) Che queste cose stiano passando nel silenzio generale sul piano del dibattito politico è di una gravità inaudita. Ogni epoca ha le forme di repressione, censura e condizionamento appropriate alle sue condizioni storiche. Come al solito è inutile fare tirate giornalistiche e mandare in onda film inneggianti alla ‘Libertà’, dove compaiono inevitabilmente odiosi censori, fingendo poi di non vedere quello che ti avviene sotto casa. (Ogni oppressore della storia può sempre dirsi che il suo modo di agire è tutt’altra cosa dal passato; c’è sempre un’immagine della barbarie differente dalla tua da cui prendere le distanze, ma questo non giustifica nulla. Anche la polizia politica di Berja poteva dire che, dopo tutto, loro non punivano mica i dissidenti a colpi di Knut sulla pubblica piazza…).

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