Di Giuseppe Masala e Lorenzo Ferrazzano

Non sembrava possibile. È stato necessario rileggere l’articolo più volte, con scrupolosa attenzione, cercando un senso recondito che desse un altro significato ai concetti espressi e che in apparenza sembrano di una violenza inaudita. Ma non è così, non c’è nessuna ironia e nessuna provocazione. L’articolo di Erri De Luca su La Repubblica dove “spiega il razzismo a Salvini” è semplicemente incredibile.

Un articolo dal tono superbo e altezzoso, tipico di una certa sinistra da salotto, usato da chi ritiene di poter “spiegare” qualcosa a chi evidentemente non è abbastanza intelligente per capire. Ma a rendere ancora più patetica la rivelazione mitopoietica e oracolare di De Luca, oltre alla forma, è il contenuto.

«In economia la rinuncia all’impiego di manodopera immigrata a basso costo è atto di autolesionismo». Dunque per questo signore è assolutamente giusto sfruttare nei campi i richiedenti asilo a 3 euro l’ora (con il pizzo da pagare ai caporali peraltro), farli vivere nelle baraccopoli e magari anche accettare il fatto che ogni tanto qualcuno muoia bruciato vivo a causa di qualche incendio divampato a causa dei fornellini a gas che utilizzano per scaldarsi. Tutto questo è giusto, e chi non lo fa è autolesionista.

A peggiorare tale posizione c’è anche il fatto che De Luca ha lavorato per anni come operaio immigrato, e dovrebbe conoscere bene la frustrazione dovuta alla precarietà esistenziale che colpisce un lavoratore straniero e sfruttato. E dispiace che sia stato proprio lui, cultore sensibile delle lingue e della letteratura, ad elaborare un pensiero così disumano.

Perché se da una parte è assolutamente vero che i “padroni”, dal più influente gestore della filiera agroalimentare al più piccolo proprietario di terreni, hanno bisogno di manodopera a basso costo, è anche vero dall’altra che oltre alla presa di coscienza di una data realtà è necessaria anche una presa di coscienza etica e morale, su cui si fondano la giustizia e le rivendicazioni politiche.

Nell’articolo di De Luca tutto questo manca. Non ci si aspetta che da un lavoratore immigrato e ex membro di Lotta Continua venga fatto uso delle parole dei padroni. Ma forse è questa la sinistra oggi: schiavista e fascista. Poi in un incredibile transfert freudiano accusano gli altri di quello che appartiene loro. Qui ormai non si capisce dove finisca la cattiveria e l’ipocrisia e dove inizi il disturbo psichiatrico.

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