Cos’è un caffè? É un incontro di popoli, un momento storico che ha creato dal nulla commerci, incontri di culture, scambi di odori. Niente come il caffè unisce i popoli e ognuno ha la sua venerazione. Le genti del nord lo inghiottono senza poterci rinunciare e poi si dà il permesso al vento di guastare i capelli a chi va per la sua strada. Le genti del sud lo hanno innalzato a totem, legati dal vincolo di ospitalità lenta e calda e ne hanno fatto un rimedio per la povertà. Caldo e liquido come lo spirito degli animali, prepotente sulle labbra e docile al palato. Gli uomini che ne fanno uso hanno imparato l’arte del trascendere. Al caffè é sposata l’arte del tabagismo, che racchiude senza metodo, con l’imprescindibilità dei poeti, la trinità mitica delle culture di ogni tempo. Ricorda Prometeo, che sacrifica il suo fegato per la fiamma, ricorda le querce del Libano, che muoiono d’inverno per contenere il sudore degli schiavi d’America e della Virginia. La sigaretta é sempre un attimo e non tornerà mai più come prima. Il suo richiamo biblico mi fa tremare le membra a ogni boccata, come la presenza di nostro signore non disturba mai cosi la sigaretta non chiede il permesso di intervenire, la sua riservatezza é esemplare. Anche tra mille persone, non sarà mai invadente. In amore non mantiene la candela ma la richiede. É il piu grande antropologo della storia. E il posacenere lo guardi sempre dall’alto per la sua umiltà, si presenta nella brillantezza del mare di giugno e trasforma i tuoi peccati in cenere, in resti, sussurrandoti la sua eterna misericordia. Il problema é che i resti nel posacenere sono sempre più dei miei peccati. Riflettere…

Un non fumatore

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