Di Gilberto Trombetta

274.000 occupati in meno solo ad aprile rispetto al mese precedente. Rispetto allo stesso periodo del 2019, il calo è addirittura di 497.000 lavoratori. Un crollo mai visto negli ultimi decenni.

Il calo ha colpito sia gli uomini (-131.000 su base mensile e -211.000 su base annua) che le donne (-143.000 su base mensile, -286.000 su base annua). Il tasso di occupazione scende dunque al 57,9%, tra i più bassi in assoluto in Europa (penultimo posto).

Non deve invece ingannare il calo dei disoccupati. Se si registrano infatti 484.000 disoccupati in meno è dovuto esclusivamente all’impressionante aumento degli inattivi, cioè di coloro così scoraggiati che hanno addirittura smesso di cercarlo, un lavoro. Rispetto al mese precedente gli inattivi sono aumentati di 746.000 unità, 1.460.000 in più rispetto all’anno precedente. Un tasso di inattività del 38,1%. Vuol dire che più di un lavoratore italiano su 3 ha smesso anche di cercarlo il lavoro.

Eppure in Italia di cose da fare ce ne sarebbero per le prossime 5 generazioni. Una domanda e un’offerta che non riescono a incontrarsi, a diventare effettive. Perché?

Perché manca – ci ripetono da tanto, troppo tempo – il mezzo di comunicazione finanziario per mettere in connessione due bisogni reali, che non hanno scarsità del bene da scambiare, ma della valuta che regola questo scambio. Perché “Mancano i soldi”, insomma.

Una delle più grandi bugie che ci siano mai state raccontate. Quella con le conseguenze più gravi sulla vita di milioni di essere umani.

[dati ISTAT via Francesco Segehezzi https://twitter.com/francescoseghez/status/1268097774685433859]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome