Di Andrea Zhok

C’è qualche amico che si chiede se non sia più dannoso l’allarme suscitato dal coronavirus (con i conseguenti blocchi delle attività) rispetto alla diffusione del virus stesso.

E’ possibile che sia così.
Forse se lasciassimo semplicemente al virus fare il suo corso, come fosse una normale influenza, tutto andrebbe a posto da solo in capo a qualche settimana, proprio come per l’influenza.

C’è un modo per tentar di calcolare l’impatto di questo scenario ‘noncurante’, o almeno ci si può può provare.

Gli esperti dicono che il coronavirus presenta complicanze che richiedono il ricovero nel 5% dei casi.

Ora, ipotizziamo che, lasciando libero il virus di fare il suo corso, esso coinvolga gli stessi numeri di un’influenza ordinaria (in verità il Covid-19 sembra decisamente più contagioso, ma assumiamo questi dati). Prendiamo la sezione alta dell’escursione dei contagi per influenza (che varia da ceppo a ceppo per ogni anno), che sarebbe il 15% della popolazione.

Con questi dati avremmo necessità di ricovero per circa lo 0,8% della popolazione (il 5% del 15%).

Su una popolazione residente in Italia di 60.000.000, quello 0,8% fa 480.000 ricoveri ospedalieri necessari.

Quanti sono i posti letto disponibili in Italia?

In Italia, secondo gli ultimi dati disponibili, abbiamo 2,65 posti letto per mille abitanti, il che porta l’ammontare della disponibilità totale a 159.000 posti letto totali.

Ecco dunque la situazione potenziale: 480.000 ricoveri necessari contro 159.000 ricoveri possibili.

(Tacendo il fatto che tutte le altre patologie che richiedono ricovero non vanno in vacanza, ma coprono normalmente una parte rilevante della capienza.)

Ecco, questo mi sembra essere il cuore materiale del problema ‘coronavirus’. In caso di epidemia incontrollata (modello influenza ordinaria) avremmo un minimo di 320.000 persone abbisognanti di ricovero ospedaliero, ma impossibilitate ad ottenerlo. Si tratterebbe, prevalentemente di persone dai 55 anni in su, se ho visto bene i dati.

Il problema mi sembra essere tutto qua. Palesemente sembra essere un problema eminentemente di gestione della politica sociale ed ospedaliera, non oggettivamente un grave problema di salute. Ma nell’ambito dei problemi di gestione politica e sociale si tratterebbe di un problema potenzialmente catastrofico (è facile immaginare quali sarebbero le reazioni delle famiglie di 320.000 pazienti con urgente bisogno di ricovero, cui viene detto di stare a casa con l’aspirina.)

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