L’Unione Europea si sposta un po’ più a destra ma quel che è certo è che non si verificherà quel cambiamento epocale di cui si è discusso negli ultimi mesi. I sovranisti bene o male hanno raggiunto i risultati previsti, ma la maggioranza parlamentare resta quella del PPE, PSE e in più i liberisti dell’ALDE, perciò si sentiranno in diritto di fare la voce un po’ più grossa senza comunque essere assolutamente in grado di rovesciare lo status quo, come avevano promesso di fare.

D’altra parte gli europeisti hanno giocato una carta vincente: presentarsi come unico argine alla “deriva sovranista” e come difensori dei valori liberali, senza tuttavia considerare minimamente il fatto che proprio loro sono una delle cause della stessa deriva sovranista che dicono di voler dominare. In questo contesto va anche collocato il Partito Democratico, che gioisce per aver raggiunto il 22% senza tuttavia calcolare la perdita ben meno gloriosa di 18 punti di percentuale rispetto alle Europee del 2014. Punti guadagnati invece da Salvini, che rispetto a cinque anni fa ha incassato quasi il 28% in più.

Il grande sconfitto è chiaramente il M5S, che ha perso il 4% rispetto al 2014, con la grave differenza che rispetto a cinque anni fa ha vinto le politiche come primo partito in Italia e non è più all’opposizione. Ha pagato per tutti gli errori politici, soprattutto per la delusione del reddito di cittadinanza, che avrebbe dovuto “abolire la povertà” e invece funziona solo in minima parte e per ottenerlo bisogna prima affrontare un mostro burocratico. Il caso Diciotti e il tradimento dell’Ilva hanno fatto il resto.

Per quanto riguarda i partiti neofascisti, sia CasaPound che Forza Nuova hanno preso meno del Partito Animalista. La loro influenza politica esiste solo nell’immaginario degli antifascisti del terzo millennio come Raimo e Michela Murgia, che mentre cercavano eroi da celebrare per qualche giorno sulle loro riviste come se fossero nuovi Che Guevara – come Simone e Ivano – saranno rimasti sorpresi che la Lega ha collezionato il 30,75% a Riace e il 40,85% a Lampedusa. Un dispiacere enorme perché considero quello di Mimmo Lucano il sistema d’integrazione ideale.

L’Ue poi non cambierà mai finché non verrà realizzata una riforma seria che renda le istituzioni europee delle istituzioni democratiche, ma soprattutto finché non verrà creata una comunità europea che si regga su valori morali e su paradigmi economici e politici comuni, cosa nella quale non ho assolutamente fiducia dopo la macelleria sociale della Grecia e l’esplicita concorrenza sleale che si realizza anche nella guerra, come nel caso della Libia. Come ha scritto Joseph Roth:” Volete conservare una comunità europea, ma prima dovreste crearla”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome